Un nuovo alleato nello studio del clima terrestre

La ricerca ambientale e le previsioni meteorologiche stanno per ricevere un'importante spinta in avanti dal lancio di un nuovo satellite della NASA e dell'agenzia spaziale giapponese, la JAXA.
Le due agenzie hanno stabilito una prima finestra di lancio tra le 19:07 e le 21:07 ora italiana del 27 Febbraio 2014 per il decollo di un razzo giapponese H-IIA con a bordo il satellite GPM dal Tanegashima Space Center della JAXA.


GPM è una missione internazionale che fornirà importanti dati sulle precipitazioni, sia pioggia che neve, in tutto il mondo. Le sue osservazioni miglioreranno la nostra comprensione del ciclo dell'acqua e dell'energia che sono alla base del sistema climatico terrestre. Inoltre, il satellite permetterà a un network internazionale di satelliti di calibrare le proprie misurazioni delle precipitazioni e creare una mappa globale e costantemente aggiornata.
«Lanciare questo satellite e inaugurare la missione GPM è di importanza vitale per la ricerca ambientale e le previsioni meteorologiche», spiega Michael Freilich, direttore della Divisione delle Science Terrestri alla NASA. «Conoscere le quantità di pioggia e neve in giro per il mondo è indispensabile per capire come il tempo e il clima colpiscono l'agricoltura, la disponibilità di acqua fresca, e le reazioni ai disastri naturali».
Il satellite GPM è un cosiddetto core observatory, ossia guiderà una serie di satelliti che collaboreranno alla missione, creando una potente rete di osservazioni. Tra questi satelliti, spiccano la missione Suomi NPP della NOAA, decollata nel 2012; il satellite TRMM, lanciato nel 1997 dalla NASA e dalla JAXA; e molti altri satelliti gestiti dalla JAXA, dalla NOAA, dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dall'EUMETSAT e dalle agenzie spaziali francese e indiana, la CNES e l'ISRO.
«Non useremo i dati della missione GPM solo per la ricerca terrestre, ma anche per migliorare le previsioni del tempo e rispondere ai disastri meteorologici», spiega il direttore esecutivo della JAXA, Shizou Yamamoto. «Vorremmo inoltre aiutare altre nazioni nella regione asiatica che soffrono di alluvioni fornendo dati ai sistemi di allerta delle alluvioni. Il nostro radar a doppia frequenza per le precipitazioni, sviluppato con innovative tecnologie giapponesi, gioca un ruolo centrale nella missione GPM».
Lo strumento giapponese trasmetterà frequenze radar che saranno in grado di rilevare ghiaccio e precipitazioni, sia leggere che violenti. Si tratta di uno dei due nuovi strumenti a bordo del satellite, assieme al GPM Microwave Imager della Ball Aerospace che osserverà le piogge e le nevicate a 13 frequenze diverse.


Foto © NASA's Goddard Space Flight Center
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