La Cina vuole riportare campioni lunari sulla Terra

Poche settimane fa, la Cina ha completato il suo primo allunaggio, sbarcando sulla superficie della Luna con il veicolo robotico Chang'e 3 e il rover Yutu. Ora, le autorità cinesi hanno riferito che gli ingegneri stanno già studiando il prossimo passo nel loro programma lunare: raccogliere campioni dalla superficie e riportarli sulla Terra.
Si chiama Chang'e 5 e decollerà nel 2017, secondo i primi dati rilasciati dalle autorità cinesi. «Lo sviluppo di Chang'e 5 sta procedendo senza problemi», ha spiegato il portavoce Wu Zhijian.
Come riferito dall'agenzia di stampa Xinhua, Chang'e 4 è il veicolo di riserva di Chang'e 3, e adesso verrà usato per verificare nuove tecnologie che saranno indispensabili per Chang'e 5 e Chang'e 6.
Quello di Chang'e 5 sarà il terzo passo del programma d'esplorazione lunare portato avanti dalla Cina. Il primo era quello di orbitare e mappare la Luna, e fu raggiunto con successo da Chang'e 1 e Chang'e 2. Il secondo passo è stato quello di completare un atterraggio morbido e, come sappiamo, tale obiettivo è stato raggiunto proprio qualche settimana fa da Chang'e 3. [Leggi: La Cina sbarca sulla Luna: video e foto]
«La terza fase del programma sarà più difficile perché dovremo rivoluzionare alcune tecnologie chiave, come il decollo dalla superficie lunare, l'incapsulamento dei campioni, il rendezvous e l'aggancio in orbita lunare e il rientro sulla Terra ad alta velocità... il che è del tutto nuovo per la Cina», ha proseguito Wu.
Secondo le autorità, la Cina cercherà aiuti internazionali per questa nuova e ambiziosa missione.
«Nonostante il progresso attuale, la Cina è ancora indietro rispetto a giganti spaziali come gli Stati Uniti e la Russia in molti aspetti», ha ammesso Wu. «Dobbiamo lavorare più duramente e muoverci più in fretta».
Secondo quanto riferito da China Daily qualche mese fa, un veicolo sperimentale spiccherà il volo entro il prossimo anno per condurre dei test vitali di rientro e verificare lo stato di salute degli apparati di bordo, in vista della missione di Chang'e 5. Tali test sarebbero già iniziati nel deserto del Gobi.
Il rientro sarà uno degli aspetti chiave della missione. Il veicolo, abbandonata la superficie lunare, entrerà nell'atmosfera terrestre a più di 40 mila chilometri orari, e dovrà rallentare fino a pochi metri al secondo in qualche decina di chilometri.
Il test di rientro con il veicolo sperimentale dimostrerà che Chang'e 5 sarà in grado di riportare dei campioni lunari sulla Terra, come riferito da Hu Hao, a capo di questo nuovo capitolo dell'esplorazione spaziale cinese.
Secondo il piano descritto da Hao, Chang'e 5 consisterà in due moduli che si separeranno in orbita lunare. Uno di questi due moduli scenderà e atterrerà sulla Luna e raccoglierà i campioni. Questi campioni verranno poi trasferiti a una piccola capsula che si staccherà dal veicolo e raggiungerà l'orbita lunare, dove si avvicinerà e si aggancerà al secondo modulo. I campioni saranno poi trasferiti a una capsula di rientro che abbandonerà la sfera d'influenza lunare e si dirigerà a tutta velocità verso la Terra.
Yan Ju dell'Accademia delle Science cinese ha spiegato le due modalità di raccolta dei campioni. Parte dei campioni verrà direttamente raccolta dalla superficie con una sorta di paletta, mentre altri campioni verranno trapanati a una profondità di due metri.
Scegliere il sito d'atterraggio sarà una delle decisioni più delicate dell'intera missione. Come spiega Paul Spudis del Lunar And Planetary Institute, il sito dovrà essere scelto con grande attenzione per portare al massimo il guadagno scientifico.
«In termini scientifici, riportare campioni ha un valore solo se si può collegare le rocce raccolte a una qualunque unità regionale le cui vaghe origini sono già note», ha spiegato Spudis in un'intervista rilasciata al sito SPACE.com. «I campioni raccolti da un'unità in un contesto ambiguo hanno molto meno valore: non puoi capire con esattezza ciò che i campioni ti stanno dicendo se non puoi metterli nel giusto contesto regione o globale».
Spudis ha anche indicato qualche sito interessante, come alcune giovani strutture magmatiche e alcuni depositi di materiali piroclastici.
Carlton Allen della NASA ha spiegato che una simile missione sarebbe una buona notizia per l'agenzia spaziale statunitense, che ha accolto con gioia l'annuncio delle autorità cinesi.
«Siamo felici quando qualunque nazione mette piede nello spazio, anche dell'atterraggio della Cina sulla Luna», ha spiegato Allen a SPACE.com. «Un atterraggio lunare è la prova dell'abilità di scienziati, ingegneri, tecnici e controllori che si sono dedicati a uno scopo importante e difficile. Riportare campioni della Luna sulla Terra è un'impresa ancor più difficile, e il marchio di un programma spaziale maturo».
«A oggi, abbiamo campioni di sei atterraggi Apollo e tre atterraggi sovietici, quindi campioni aggiuntivi da nuove località sono sempre ben accetti», conclude Allen. «Se i campioni saranno raccolti con cura dalla superficie lunare, se saranno conservati e protetti sulla Terra, e se saranno studiati dai migliori scienziati nei migliori laboratori, questi campioni apriranno fresche conoscenze sulla nostra Luna e sul suo ambiente».


Foto © CNSA, CASC
Fonte SPACE.com
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