Intervista esclusiva: il cacciatore di pianeti abitabili

In questi mesi, molti occhi sono puntati sulla missione Kepler. Il telescopio della NASA, lanciato nel 2009, ha individuato migliaia di potenziali pianeti extrasolari, di cui alcuni di tipo terrestre e all'interno delle fasce abitabili dei loro sistemi solari. Da qualche mese, però, il telescopio non sta più raccogliendo dati dopo un problema a due dei suoi quattro giroscopi. Qualche settimana fa è stato proposto un nuovo e complicato piano per salvare il telescopio alla deriva nello spazio. Abbiamo deciso di intervistare uno degli scienziati del team di Kepler per capirci di più.


Risponde Steve Howell, project scientist della missione Kepler presso il centro di ricerca Ames della NASA.

Intervista avvenuta per email a Febbraio 2014. Il materiale è protetto e in esclusiva per il nostro sito.

L'arresto della ruota di reazione numero 4 poteva essere previsto, soprattutto dopo che un'altra ruota si era bloccata già nel Luglio del 2012?
Non proprio. I giroscopi sono grandi quanto una monetina e ruotano ad alta velocità. Sono elementi ingegneristici complessi, e nemmeno gli esperti concordano sempre su come operarli al meglio.
Avete mai considerato seriamente la chiusura la missione?
No, mai.
Quale sarà il futuro di Kepler?
Stiamo lavorando a un nuovo concetto di missione chiamato K2. Esso riadatterà la sonda Kepler e il telescopio per svolgere una scienza diversa. Dobbiamo ancora farlo approvare dalla NASA, e se lo sarà la missione K2 potrebbe iniziare già nel Giugno 2014. Ma anche se riuscissimo a dare un nuovo obiettivo al telescopio, è molto improbabile che i dati scientifici avranno la stessa qualità necessaria a trovare pianeti molto piccoli attorno ad altre stelle. Quindi di certo è una perdita.
Abbiamo ancora un anno e mezzo di dati di Kepler da analizzare. Cosa troveremo in questi dati?
Più pianeti e una nuova visione più dettagliata sull'astrofisica. Forse il gemello della Terra.
Com'è lavorare a una missione come Kepler?
Fantastico. Siamo ovviamente tristi per la perdita e ci stiamo disperando per le nostre speranze di ulteriori dati e tutto il resto, ma allo stesso tempo dobbiamo celebrare il successo e dobbiamo riconoscere che è stata una grande missione anche se Kepler non dovesse più fare altro.
La missione TESS? Rivoluzionerà la nostra comprensione dei pianeti extrasolari come Kepler ha fatto in questi anni?
TESS sarà una missione di successione – porterà avanti un tipo di scienza sugli esopianeti molto diversa da quella di Kepler. Quella missione analizzerà la fotometria dei transiti come Kepler ma guarderà stelle molto vicine, a qualche decina di anni luce dalla Terra. Può sembrare ancora lontano, ma il pianeta medio di Kepler è a mille anni luce o di più. È una progressione, e di certo Kepler è stato un grande primo passo, ma costruire un altro Kepler non accadrà mai.
Ringraziamo infinitamente Steve per la sua disponibilità. La storia completa: Una seconda vita per il cacciatore di pianeti Kepler
Intervista esclusiva: il cacciatore di pianeti abitabili Intervista esclusiva: il cacciatore di pianeti abitabili Reviewed by Pietro Capuozzo on 3.12.13 Rating: 5
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