Ghiaccio su un pianeta nano inesplorato (ancora per poco)

Il pianeta nano Cerere potrebbe nascondere sotto la sua gelida superficie vastissime quantità di acqua ghiacciata. Tuttavia, non abbiamo ancora la minima idea della composizione della superficie. Per fortuna, una sonda sta per raggiungere il pianeta nano, e gli scienziati si domandano cosa osserverà.
La sonda Dawn, che ha lasciato l'asteroide Vesta poco più di un anno fa, raggiungerà il pianeta nano all'inizio del 2015, e ancora non abbiamo idea di cosa osserverà. [Leggi: Dawn dice addio a Vesta, Cerere all'orizzonte]
Grazie a nuovi dati, gli scienziati sono giunti alla conclusione che il mantello di ghiaccio che probabilmente si nasconde sotto la superficie di Cerere costituisce da solo più di un terzo della massa totale del pianeta nano.
«Cerere è molto diverso e interessante in molti modi, totalmente diverso da qualunque altro posto che abbiamo già visitato», spiega Britney Schmidt del George Institute Of Technology. «Potrebbe essere l'unico pianeta principalmente di ghiaccio là fuori, o almeno [l'unico] a portata di mano».
Per studiarne la superficie e la struttura, gli scienziati hanno analizzato la luce riflessa dal pianeta nano, senza però trovare nulla di interessante.
«All'occhio umano, Cerere apparirebbe molto nero perché riflette tutti i colori più o meno allo stesso modo, e riflette pochissima luce in generale», spiega Andy Rivkin del Johns Hopkins University Applied Physics Lab.
Cerere non brilla nemmeno nell'infrarosso, la porzione dello spettro più usata per studiare gli asteroidi come Vesta. I dati non mostrano molto sulla composizione del corpo, ma, usando lo strumento SpeX a bordo del telescopio IRTF della NASA a Mauna Kea, gli scienziati sono riusciti almeno a raccogliere qualche piccola informazione sulla superficie di Cerere.
Le osservazioni suggeriscono la presenza di bruciti, idrossili ed altre formazioni che, secondo Rivkin, potrebbero essersi formate da carbonati. 
«[Ciò] rende Cerere uno dei pochi posti dove abbiamo trovato carbonati», prosegue Rivkin. «Credo che gli altri siano la Terra e Marte, e poi solo Cerere».
Secondo i ricercatori, i carbonati avrebbero interagito con l'acqua per formare le bruciti, gli idrossidi e le altre formazioni.
«Crediamo che [questa teoria] abbia senso per un corpo con una grande disponibilità di acqua con cui interagire». Eppure, Cerere non presenta le condizioni per garantire una presenza stabile di acqua sulla sua superficie, né allo stato liquido, né a quello solido.
«Non abbiamo osservato vere prove per la presenza di ghiaccio sulla superficie di Cere», spiega Rivkin. «Tuttavia, le condizioni al di sotto della superficie di Cerere dovrebbero permettere al ghiaccio sepolto di rimanere lì».
Anche le osservazioni di Hubble sembrano suggerire che il pianeta nano nasconda grandi quantità di ghiaccio.
«È un paradosso molto interessante. Crediamo che là ci sia molto ghiaccio, ma non ne vediamo sulla superficie», prosegue Rivkin. «Come ciò concorderà con ciò che scopriremo quando arriveremo lassù è una questione ancora molto aperta».
Dawn era arrivato attorno a Vesta a metà del 2011 già sapendo più o meno ciò che avrebbe potuto osservare: l'asteroide, infatti, si è formato dallo stesso materiale che ha originato alcuni meteoriti che sono caduti sulla Terra.
Confrontando la composizione dei meteoriti nei laboratori con i pezzi di roccia nello spazio, gli scienziati possono localizzare le loro sorgenti.
«È così che abbiamo scoperto di avere meteoriti da Vesta», spiega Katie Dyl della Curtin University in Australia. «Persone come Andy [Rivkin] hanno misurato gli spettri nello spazio, e persone come me hanno preso i meteoriti dal laboratorio e ne hanno misurato gli spettri, e sono esattamente gli stessi».
Per quanto riguarda Cerere, però, non abbiamo la minima idea se ci siano campioni della sua superficie in giro per il nostro pianeta o meno.
«Non possiamo ancora dirlo per Cerere», spiega la ricercatrice. «Per questo è molto interessante andare là fuori e dare un'occhiata migliore».
«Siamo abbastanza certi di non avere meteoriti proprio da Cerere, quindi ci manca l'anello che avevamo per Vesta per unire tutto assieme», conferma Rivkin. «In quel senso, Dawn si sta avventurando in territori davvero nuovi».
Gli scienziati stanno analizzando altri meteoriti per farsi una minima idea di cosa ci possa nascondere il pianeta nano, quindi la sonda non è del tutto cieca.
«Speriamo di poter determinare cosa sta accadendo su Cerere», spiega Rivkin.
«Non vedo l'ora di essere sorpresa, perché ormai ogni singolo passo che compiamo nello spazio sembra andare in quella direzione», conclude la ricercatrice. «[Ogni volta] vediamo qualcosa che non si saremmo mai aspettati».

Foto © NASA, ESA, J. Parker (SwRI), L. McFadden (U Maryland), Ernie Mastroianni, A. Feild (STScI), JPL-Caltech/UCLA/McREL, University of Tennessee
Ghiaccio su un pianeta nano inesplorato (ancora per poco) Ghiaccio su un pianeta nano inesplorato (ancora per poco) Reviewed by Pietro Capuozzo on 5.12.13 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.