Il giorno del giudizio per la cometa ISON

Quando, più di un anno fa, i ricercatori ne calcolarono l'orbita, rimasero a bocca aperta. Avevano davanti ai loro occhi ciò che loro stessi definirono come «la cometa del secolo». Abbiamo aspettato pazientemente per mesi, col fiato sospeso, sperando che la cometa non si disintegrasse nel suo cammino verso il Sole. Ma finalmente è arrivato il momento, nelle prossime 24 ore, la cometa ISON sfiorerà la nostra stella. Cosa succederà non possiamo prevederlo: abbiamo una lista di scenari tutti validi, ma nessun ricercatore si è pronunciato su quale cammino sarà intrapreso dalla cometa. Verrà vaporizzata? Verrà distrutta da una tempesta solare? La vedremo emergere intatta e illuminerà i nostri cieli per mesi come mai nessuna cometa prima?

La cometa si era mantenuta piuttosto sotto le aspettative fino a poche settimane fa, quando, dopo aver sviluppato una seconda coda, si era illuminata improvvisamente, scalando tre magnitudini in poche notti e diventando finalmente visibile a occhio nudo. Ancora non si sanno le cause di questo improvviso aumento di luminosità: forse l'esposizione di una grossa vena di ghiaccio, interpretata da alcuni come l'inizio della fine per la cometa.
La realtà è che il nucleo della cometa è immerso in un bagliore tale che non possiamo determinare se è ancora intatto o meno. In più, la cometa ha continuato a inviarci segnali misti, che sono stati interpretati in modi molto diversi.
«Sono arrivato a Kitt Peak [un Osservatorio Nazionale] ieri sera sul tardi e mi sono ritrovato subito immerso in un pasticcio di email, richieste dai media e, soprattutto, da informazioni sulla cometa ISON!» ha scritto in un articolo Karl Battams, della campagna di osservazione della cometa portata avanti dalla NASA, la CIOC. «Ero seduto accanto a Matthew Knight, che [...] aveva analizzato la luminosità della cometa, la fotometria, che può essere un buon indicatore di ciò che sta accadendo. Ieri, la notizia principale era che ISON stava dando seri indizi di essersi distrutta».
Cosa significa «distrutta»? Le comete sono sostanzialmente grosse palle di neve – o, meglio, ghiaccio – miste a roccia. Il ghiaccio agisce quasi da colla, tenendo unito il nucleo. Avvicinandosi al Sole, il ghiaccio inizia a sublimare (cioè a passare direttamente allo stato gassoso, evaporando). Se l'intera struttura di ghiaccio evapora, ciò che rimane è un ammasso di pezzi di roccia non legati tra loro che iniziano ad allontanarsi. Una nube di frammenti, in parole povere. Se la cometa dovesse entrare nell'atmosfera del Sole in queste condizioni, i frammenti verrebbero completamente vaporizzati. Le nostre sonde in giro per il sistema solare otterrebbero immagini spettacolari, ma ciò significherebbe anche nessuno spettacolo per noi terrestri.
«Io e Matthew abbiamo parlato a lungo la scorsa notte, e, mentre eseguiva la sua fotometria e osservava la luminosità della cometa crollare, disse qualcosa tipo, "mi dispiace dirlo, ma credo proprio che sia persa», prosegue Battams. «Fu un'ammissione particolarmente straziante per lui, e ancor di più per me che dovetti dare ragione con riluttanza alla sua affermazione. Ciò non avrebbe posto fine alla scienza – anzi! Ma avrebbe sicuramente azzerato le probabilità di uno spettacolare oggetto nel cielo notturno a Dicembre. E così, con il cuore pesante e le palpebre ancor più pesanti, ci ritirammo nelle nostre camere». 
Poi, però, è cambiato tutto.
«Stamattina era un giorno fresco, e siamo entrati nella sala controllo del telescopio con una fresca lista di dati che ci aspettava sui nostri laptop», prosegue Battams. «Avevo lasciato Matthew alla sua fotometria, mentre io analizzavo altri aspetti interessanti nei dati, ma di colpo esclamò, "è diventata luminosa di nuovo!" Non credendo ala sua affermazione, spinsi la mia sedia verso di lui e vidi una curva di luce che mostrava un costante aumento di luminosità di ISON. Com'era possibile?»
Questo è il genere di segnali misti che la cometa sta dando ai ricercatori ormai da mesi, e sembra non aver perso l'abitudine, secondo il racconto di Battams.
I due ricercatori hanno dichiarato di essere molto più speranzosi che la cometa sia in realtà intatta, secondo la curva di luce raccolta dalla sonda STEREO. La luminosità della cometa si era stabilizzata dopo un graduale aumento, quando di colpo era crollata, gettando nel panico i due ricercatori. Nelle 36 ore successive, però, la luminosità di ISON aveva incominciato a riprendersi lentamente e a tornare ai livelli precedenti. Ora, i due ricercatori sono convinti che si sia trattato semplicemente di un'altra piccola esplosione, forse seguita dalla dispersione di qualche frammento.
Cosa succederà alla cometa? Per scoprirlo, restate sintonizzati sul nostro sito e in particolare su questa pagina, che raccoglie tutti i nostri articoli pubblicati sulla cometa. Vi terremo aggiornati appena ci saranno ulteriori svolgimenti.

Foto © ESA/NASA/LASCO/STEREO/SOHO
Fonte CIOC
Il giorno del giudizio per la cometa ISON Il giorno del giudizio per la cometa ISON Reviewed by Pietro Capuozzo on 27.11.13 Rating: 5
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