Nuovi dettagli sullo schianto del razzo russo Proton-M, evacuato il cosmodromo di Baikonour

Sono arrivati da vari enti russi nuovi dettagli sul fallimento del razzo russo Proton-M che stamattina, alle 4:38 ora italiana, ha incominciato a sbandare violentemente pochi secondi dopo il lancio e si è poi schiantato a terra.
Oltre 600 tonnellate di carburanti altamente tossici – amile, eptile e cherosene – erano a bordo del razzo al momento del lancio. La pioggia ha contribuito a combattere il fumo tossico, ma non è detto che la nube non possa raggiungere la città più vicina, situata a 36 chilometri di distanza. L'area del cosmodromo kazako di Baikonour, dal quale il razzo è decollato, è stata completamente contaminata, e verranno sospese tutte le attività per almeno tre mesi. Le autorità hanno confermato che non ci sono stati feriti o vittime, ma l'intera area è stata comunque evacuata, compreso il personale del centro spaziale.

«C'è stato un incidente durante il lancio del Proton-M», ha commentato un portavoce dalla Roscosmos, l'ente spaziale russo. «Il razzo è caduto e esploso sul territorio del sito di lancio».
Un ministro kazako ha subito attribuito la causa del fallimento al propulsore del primo stadio. Il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha ordinato a una commissione governativa di risalire alla natura e all'origine del fallimento. La sua segretaria, Natalya Timakova, ha aggiunto che la commissione avrà il compito di fornire al primo ministro una lista degli ufficiali responsabili dell'incidente.
Medvedev ha inoltre incaricato il ministro Dmitry Rogozin di rivedere le misure di sicurezza e di monitoraggio nell'intero settore spaziale russo, con lo scopo di prevenire altri incidenti in futuro.
Tutti i lanci dei Proton-M saranno sospesi fino a che la commissione non avrà completato il suo lavoro, ha spiegato Alexander Bobrenyov, rappresentante della ditta produttrice del razzo, la Khrunichev. A quel punto verrà rifatto l'intero programma di lancio.
Il prossimo decollo del razzo era programmato per il 20 Luglio. Il razzo avrebbe dovuto portare un satellite Astra 2-T in orbita.
Il lancio del Proton-M è stato trasmesso in diretta dal canale televisivo Rossiya-24. Il razzo ha incominciato a sbandare in ogni direzione, fino ad assumere una posizione orizzontale e poi perfino capovolta. Il razzo si è schiantato al suolo con molta violenza, dato che i motori del Proton possono essere spenti solo dopo 43 secondi dal lancio. L'intero volo è durato 17 secondi.
Un portavoce della Roscosmos ha specificato che la commissione investigativa sarà diretta da Alexander Lopatin.
Il costo di questo fallimento è ancora sconosciuto, ma il razzo era assicurato per 182 milioni di dollari col Centro Assicurativo Russo.
Il lanciatore aveva a bordo tre nuovi satelliti Glonass destinati a migliorare la flotta russa, principale rivale del sistema americano GPS. Si tratta dell'ultimo fallimento di una lunga serie per il sistema Glonass, che è anche stato di recente il cuore di molti scandali di corruzione.
Altri tre satelliti Glonass erano stati persi nel Dicembre 2010, quando un Proton-M si era schiantato nell'Oceano Pacifico. La causa di quel fallimento era stata attribuita al peso eccessivo del carburante. Sempre in quel mese, il motore Briz dello stadio superiore di un altro Proton-M aveva portato a un altro fallimento. Nell'Agosto 2011, un errore nel sistema di controllo aveva portato alla perdita di un altro Proton-M, seguito un anno dopo da un altro fallimento al propulsore Briz. Lo stesso propulsore aveva avuto problemi a Dicembre del 2012, portando dei satelliti in un'orbita sbagliata, poi corretta in qualche modo.

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 RIA Novosti. Yuri Aleksienko
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