Un nuovo tipo di stelle pulsanti originate da scontri stellari

Osservare una collisione tra due stelle sarebbe una vista spettacolare - da una certa distanza, ovviamente. Possiamo solo immaginarci un simile evento come uno scontro titanico, con quantità incredibili di gas e materiali sparsi ovunque. Purtroppo, non abbiamo ancora avuto la possibilità di osservare una collisione stellare in diretta, ma possiamo studiare ció che rimane di questo scontro. Questi resti possono raccontarci molto di ció che è accaduto veramente, come dimostra un team di ricercatori europei che, analizzando le tracce dello scontro, ha scoperto un nuovo tipo di stella pulsante.
Quando una stella simile al nostro Sole giunge al termine del suo ciclo vitale - fra 5 miliardi di anni nel caso della nostra stella - si gonfia diventando una gigante rossa, inghiottendo gli eventuali pianeti più interni. Se questa stella si trova peró in un sistema condiviso con altre stelle, è probabile che con la sua massa maggiore attiri o comunque entri in contatto con una delle compagne. A questo punto, il destino della stella (e della compagna) è già segnato.
In un simile scontro, la gigante rossa puó perdere fino al 90% della sua massa, ma ció che accade in dettaglio non è ancora ben compreso. Soprattutto, ci si chiede cosa rimanga dello scontro, ossia la sua natura e le sue proprietà.
«Conosciamo solo un paio di stelle che sono recentemente emerse da una collisione stellare, quindi è stato difficile studiare la connessione tra gli scontri stellari e i vari sistemi stellari esotici che producono», ha dichiarato in un comunicato stampa la Keele University, che ha guidato la ricerca.
I ricercatori stavano andando alla caccia di esopianeti nel sistema binario J0247-25 - un sistema noto per il fatto che una delle stelle dal nostro punto di vista transita regolarmente di fronte all'altra - quando hanno analizzato i dati della fotocamera ad alta velocità ULTRACAM montata sul Very Large Telescope dell'ESO in Cile, capace di realizzare oltre 500 scatti al secondo per riprendere eventi molto brevi e veloci.
Le osservazioni dell'ULTRACAM hanno permesso di scoprire interessanti variazioni di luminosità, che indicano che questo sistema pulsa in modo mai visto prima. Il team di ricercatori ha inoltre costruito delle simulazioni computerizzate per simulare la propagazione delle pulsazioni sotto forma di onde sonore, che interessano le regioni più profonde del resto stellare.
«Il resto della gigante rossa spogliata è un nuovo tipo di stella pulsante», si legge nel comunicato.
«Siamo stati in grado di raccogliere molte informazioni su queste stelle, come ad esempio la loro massa, grazie al fatto che si trovano in un sistema binario», ha spiegato Pietre Maxted della Keele. «Questo ci permetterà di interpretare la natura dei segnali associati alle pulsazioni e così comprendere sia come questi oggetti sono sopravvissuti alla collisione, ma anche come si evolveranno nei prossimi miliardi di anni».

© immagini
Keele University/NASA
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