Pronta a partire una nuova missione della NASA che studierà i misteri del Sole

Il prossimo satellite a scopo scientifico della NASA è pronto a partire. Si chiama IRIS e studierà con una precisione senza precedenti la regione di interfaccia, un'area nella bassa atmosfera del nostro Sole.


IRIS decollerà il 26 Giugno a bordo di un lanciatore Pegasus XL dell'Orbital Sciences che verrà rilasciato in quota da un aereo L-1011 decollato dalla Vandenberg Air Force Base in California.
Il satellite studierà come il materiale solare si muove, acquista energia e si riscalda mentre viaggia in questa inesplorata regione dell'atmosfera solare, compresa fra la superficie visibile del Sole e l'alta atmosfera. In questa regione viene prodotta la maggior parte della radiazione ultravioletta del Sole, che influenza l'ambiente e il clima terrestre.
«I dati di IRIS riempiranno una cruciale lacuna nella nostra comprensione di questa regione solare, aggiungendosi alla nostra flotta di sonde eliofisiche», spiega Jeffrey Newmark della NASA. «Per la prima volta avremo le osservazioni necessarie a capire come l'energia viene trasportata alla caldissima corona solare e quale è la causa del vento solare».
«IRIS estenderà le nostre osservazioni del Sole in una regione storicamente molto difficile da studiare», commenta Joe Davila, responsabile scientifico di IRIS presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt. 
IRIS trasporta un telescopio ultravioletto collegato a uno spettrografo a canali multipli che sarà in grado di ottenere immagini ad alta risoluzione e spettri del Sole ogni manciata di secondi, fotografando aree vaste appena 240 chilometri.
«Osservazioni precedenti suggeriscono che ci sono strutture in questa regione dell'atmosfera solare larghe appena 200-240 chilometri, ma lunghe ben 160 mila chilometri», spiega Alan Title della Lockheed Martin. «Immaginatevi enormi getti simili a colossali fontane che hanno le dimensioni di Los Angeles e che sono abbastanza lunghi e veloci da compiere un giro intorno alla Terra in 20 secondi. IRIS ci darà le nostre prime occhiate a queste strutture, assieme a informazioni sulla loro velocità, temperatura e densità».
IRIS, la cui missione durerà due anni, raggiungerà un'orbita polare ed eliosincrona attorno alla Terra, in modo da passare sopra l'equatore alla stessa ora locale ogni giorno. Il satellite si troverà a 620-675 chilometri di altitudine ed entrerà nel vivo della missione a 60 giorni dal raggiungimento dell'orbita, ossia dopo tutti i test necessari a confermare la salute degli strumenti e degli apparati della sonda.
Le operazioni di missione saranno gestite dal centro di ricerca Ames della NASA a Moffett Field, in California. Il Centro Spaziale Norvegese, in Norvegia, si occuperà di scaricare a terra i dati.
La missione fa parte del programma Small Explorer.

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Lockheed Martin
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