Il pianeta più piccolo ad essere mai stato fotografato

Conosciamo quasi mille pianeti oltre i confini del nostro sistema solare, in orbita attorno ad altre stelle. Solo una dozzina di essi, però, sono stati fotografati direttamente. Ora, un team di ricercatori ha annunciato la scoperta di un debole oggetto in orbita attorno ad una stella e che potrebbe essere, se verrà confermata la sua natura planetaria, l'esopianeta meno massiccio mai osservato direttamente.


Il primo pianeta fotografato direttamente fu scoperto dal telescopio cileno VLT dell'ESO nove anni fa. Si tratta del compagno della nana bruna 2M1207. Da allora, migliaia di pianeti sono stati rilevati, e quasi 900 di essi sono già stati confermati. La stragrande maggioranza di questi pianeti è stata scoperta studiando gli effetti della presenza dei pianeti sulle loro stelle madri, come abbassamenti di luminosità (causati dai transiti) e variazioni nella velocità radiale, ma solo in una dozzina di casi si è riusciti ad osservare direttamente il pianeta. Ciò è dovuto al fatto che i pianeti non emettono luce e ne riflettono solo una piccola quantità; quantità che è sommersa e soffocata dall'incredibile bagliore della stella.
A nove anni dalla prima osservazione diretta di un esopianeta, lo stesso team ha usato lo stesso telescopio per osservare un nuovo esopianeta che, con la sua massa quattro-cinque volte maggiore di quella di Giove, potrebbe essere il pianeta meno massiccio ad essere fotografato direttamente.
«Fotografare direttamente i pianeti è una tecnica incredibilmente laboriosa che richiede gli strumenti più avanzati, sia (per i telescopi) qui sulla Terra, sia nello spazio», spiega Julien Rameau dell'Institut de Planetologie et d'Astrophysique a Grenoble, in Francia. «Solo un paio di pianeti sono stati osservati direttamente finora, rendendo ogni singola scoperta un'importante pietra miliare lungo la strada che ci porterà alla comprensione dei pianeti giganti e della loro formazione».
Nelle nuove immagini, il "candidato pianeta" appare come una debole ma ben visibile sorgente puntiforme di luce vicino alla stella HD 95086, che è stata oscurata per poter raccogliere la luce riflessa dal potenziale pianeta. 
Il team ha usato i sistemi ottici dello strumento NACO montato su uno dei telescopi Unit dell'osservatorio VLT per eliminare buona parte degli effetti atmosferici e migliorare il contrasto per rendere più visibile il pianeta.
Il potenziale pianeta, HD 95086b, ha un'orbita 56 volte più ampia di quella della Terra intorno al Sole, ossia il doppio di quella di Nettuno. La stella, che giace a 300 anni luce dal nostro pianeta, è leggermente più massiccia del nostro Sole e ospita attorno a sé un disco di polveri, che spesso indica la presenza di pianeti massicci nel sistema.
Il sistema di HD 95086 è nato tra i 10 e i 17 milioni di anni fa, quasi niente sulla scala stellare e cosmica del tempo. Studiare la posizione del pianeta potrà aiutare gli astronomi a perfezionare le loro teorie su fenomeni come la migrazione dei giganti gassosi dalla periferia dei loro sistemi fino ad orbite simili a quelle di Mercurio.
«La sua attuale posizione fa sorgere delle domande. Potrebbe essersi formato dall'aggregazione delle rocce che formano il nucleo solido e successivamente aver iniziato a prelevare lentamente il gas dall'ambiente, formando una spessa atmosfera, oppure si è formato da un nodo gassoso emerso da instabilità gravitazionali nel disco», spiega Anne-Marie Lagrange. «Le interazioni del pianeta col disco stesso oppure con altri pianeti potrebbero aver spostato il pianeta dalla sua posizione di nascita».
«La luminosità della stella ci dice che HD 95086b ha una temperatura superficiale di circa 700 gradi centigradi. È abbastanza freddo da permettere l'esistenza di vapore acqueo e magari anche metano nell'atmosfera», spiega Gaël Chauvin. «Sarà un ottimo oggetto da studiare con lo strumento SPHERE del VLT, il cui arrivo è imminente. Forse potrà addirittura rivelare la presenza di pianeti interni in questo sistema – se esistono».

© immagini
ESO/J. Rameau
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