Nubi di gas bollente nel menù del buco nero nel cuore della Via Lattea

Pochi giorni fa, il telescopio spaziale Herschel ha terminato la sua missione. In questi tre anni, però, ha raccolto talmente tanti dati che buona parte di essi devono ancora essere analizzati. In uno dei comunicati stampa sulla fine della missione di Herschel, un ricercatore aveva commentato che il telescopio europeo farà più scoperte da morto che da vivo. Questo ricercatore probabilmente non si sbagliava: pochi giorni dopo la fine della missione, infatti, è già arrivata un'importante scoperta firmata da Herschel sul buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia.

Le osservazioni hanno mostrato grandi quantità di gas ad elevate temperature in orbita attorno al buco nero e che probabilmente lo alimentano.
«Sembra che il buco nero stia divorando il gas», spiega Paul Goldsmith del JPL della NASA. «Questa scoperta ci insegnerà come i buchi neri supermassicci crescano e si evolvano».
Il buco nero giace nel cuore della nostra galassia, in una regione nota come Sagittarius A* o Sgr A*, un'importante sorgente di onde radio. Il buco nero ha una massa pari a quattro milioni di volte quella della nostra stella e dista 26 mila anni luce dal nostro sistema planetario.
Si tratta, ovviamente, del buco nero di queste dimensioni più vicino a noi e rappresenta perciò un ottimo laboratorio per studiare questi ambienti estremi.
Alle lunghezze d'onda del lontano infrarosso, l'occhio di Herschel è stato in grado di perforare le nubi di polveri della nostra galassia e studiare con grande precisione la regione più interna della Via Lattea.
La temperatura media delle nubi di gas interstellari è poche decine di gradi sopra lo zero assoluto. Sorprendentemente, l'occhio di Herschel ha individuato nubi di gas al centro della nostra galassia con temperature che raggiungono e superano i mille gradi centigradi.
Secondo i ricercatori, la causa di queste elevate temperature potrebbero essere le emissioni delle forti scosse all'interno di gas fortemente magnetizzato. Questi shock potrebbero essere a loro volta causati da collisioni tra le nubi di gas o da materiali che viaggiano a velocità molto elevate.
Un altro team ha osservato le regione alle lunghezze d'onda del vicino infrarosso, osservato un'altra nube di gas di poche masse terrestri che sta percorrendo un tragitto a spirale che la porterà a schiantarsi contro il buco nero verso la fine dell'anno.
NuSTAR e Chandra terranno d'occhio la regione, aspettando eventuali rigurgiti a raggi-X emessi dal buco nero mentre si ciba dell'ennesima preda.

© immagini
ESA–C. Carreau/National Radio Astronomy Observatory/Very Large Array (courtesy of C. Lang)/ESA/Herschel/PACS & SPIRE/J.R. Goicoechea et al. (2013)
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