Sette giorni nello spazio, 21 Aprile 2013 - episodio 3

Eccoci al terzo episodio della nostra nuova serie nata due settimane fa, Sette giorni nello spazio, che ogni domenica vi mostra le immagini più significative e che meglio rappresentano tutto ciò che è successo nel campo dell'astronomia, dell'astrofisica e dell'esplorazione spaziale nella settimana che si sta chiudendo.
© NASA/ESA/Hubble Heritage Team
Iniziamo con questa bellissima fotografia realizzata dal telescopio spaziale americano Hubble che ritrae la famosa nebulosa Testa di Cavallo ripresa da un punto di vista inedito, quello della luce infrarossa. L'immagine è stata realizzata per celebrare il 23esimo compleanno del telescopio, lanciato il 24 Aprile del 1990. Questa nebulosa è presente nella stragrande maggioranza dei libri di astronomia fin dalla sua scoperta, più di un secolo fa. È un bersaglio ricercato anche dagli appassionati, e nel visibile appare come una fredda ombra che si innalza da una vellutata coperta di polveri interstellari. All'infrarosso, però, l'immagine che si ottiene è ben diversa: la nebulosa appare trasparente, quasi evanescente, eterea.
© ESA/NASA, Hubble
Hubble, questa settimana, ha realizzato anche altre splendide fotografie, tra cui questa che ritrae l'ammasso globulare Palomar 2, uno dei quindici scoperti nei primi anni '50 durante la prima campagna osservativa del telescopio del monte Palomar, «casualmente» guidata proprio dal grande fisico che ha dato il nome al celebre telescopio statunitense, Edwin Hubble. Palomar 2 si distingue dagli altri ammassi per vari motivi. Innanzitutto, è l'unico ammasso globulare visibile nella sua porzione di cielo, ossia la costellazione boreale dell'Auriga. Di solito, infatti, gli ammassi globulari sono molto più vicini al centro galattico rispetto al nostro pianeta e quindi, dal nostro punto di vista, appaiono tutti più o meno nella stessa regione. Palomar 2 è però cinque volte più lontano dal centro galattico rispetto ad altri ammassi, e inoltre si trova in direzione opposta, nell'alone galattico.
© AFB/Randy Beaudoin
Facciamo ora un breve salto al mondo dell'astronautica e dell'esplorazione spaziale, con quest'immagine che ritrae alcuni tecnici all'opera sulla carenatura che proteggerà la sonda americana IRIS durante il decollo. La sonda studierà come il calore e l'energia si muovano negli strati più profondi dell'atmosfera solare, aiutando quindi gli scienziati a migliorare le loro conoscenze sul meteo spaziale. La sonda decollerà in cima a un Pegasus XL della compagnia privata Orbital Sciences il 28 Maggio. Questo razzo viene sganciato dalla pancia di un aereo a circa 12 km di altitudine, per continuare il volo da solo e raggiungere l'orbita.
Parlando di Orbital Sciences, la compagnia privata americana sta per lanciare per la prima volta il suo nuovo razzo, Antares. Il lancio, programmato per qualche giorno fa, era poi stato rimandato a ieri per alcuni problemi tecnici, e ieri è stato nuovamente rimandato a causa di forti venti in quota. Il lancio dovrebbe avvenire fra poche ore. Si tratta del primo volo sperimentale di Antares, che in futuro avrà il compito di portare in orbita la capsula Cygnus – sempre dell'Orbital Sciences – diretta verso la Stazione Spaziale, un po' come il razzo Falcon e la capsula Dragon della compagnia SpaceX.
© NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute/GSFC
I cambiamenti stagionali su Titano, satellite naturale di Saturno, si stanno facendo sempre più evidenti negli ultimi tempi, creando anche nuove strutture atmosferiche come questo enorme vertice sopra il polo sud. Questo vortice è affiancato da altre nubi formate da ghiaccio sconosciuto che sono visibili solo alle lunghezze d'onda dell'infarosso.
© Yuri Beletsky (Las Campanas Observatory, Carnegie Institution)
Questo stupendo panorama è stato realizzato dall'osservatorio Las Campanas, nella parte meridionale del deserto cileno dell'Atacama, casa dei più grandi telescopi del mondo. L'immagine è un mosaico di fotografie realizzate con un'esposizione di tre minuti. Il cielo appare, soprattutto in alcuni punti, stranamente verdastro, come se vi fosse una sottile e appena percettibile aurora. In realtà, il fenomeno alla base di questa strana colorazione verdastra è la chemiluminescenza, ossia la produzione di luce in una reazione chimica in cui l'energia è fornita dall'estrema radiazione ultravioletta del Sole. Questa luminescenza si forma, come le aurore, a 100 chilometri di altezza. Non è ancora notte nell'immagine e già sta sorgendo la Via Lattea, con in primo piano il telescopio Magellan. A sinistra sono visibili le cupole del Progetto OGLE e del telescopio Du Pont.
© NASA/JPL-Caltech/Teledyne
Quest'immagine ritrae la NEOCam, una missione proposta dalla NASA con lo scopo di trovare asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta e per la sopravvivenza della nostra specie. La missione userà un nuovo sensore con una risoluzione e una qualità maggiore di quelli di generazioni precedenti. Il sensore, costruito in mercurio, cadmio e tellurio, ha le dimensioni di un francobollo e sarà in grado di rilevare il debole calore generato dagli asteroidi in orbita attorno al nostro Sole. Si tratta del primo chip a onde infrarosse con risoluzioni così elevate in grado di operare alle temperature dello spazio profondo senza l'uso di liquidi criogenici.
© NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington
Nuove osservazioni del polo sud di Mercurio effettuate dalla sonda MESSENGER evidenziano che alcuni dei crateri che hanno da poco ricevuto un nome presentano delle regioni perennemente in ombra, un po' come la nostra Luna, a causa della minuscola inclinazione assiale di Mercurio. I raggi solari colpiscono quindi quasi perpendicolarmente la superficie e alcune regioni non vengono perciò illuminate da milioni di anni.
Sette giorni nello spazio, 21 Aprile 2013 - episodio 3 Sette giorni nello spazio, 21 Aprile 2013 - episodio 3 Reviewed by Pietro Capuozzo on 21.4.13 Rating: 5
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