La NASA inizia a studiare la cattura di un asteroide

Pochi giorni fa è stato pubblicato il budget per l'anno fiscale 2014 della NASA, che include un progetto per catturare nel 2019 un piccolo asteroide Near-Earth largo circa 7 metri e portarlo in orbita attorno al nostro pianeta, dove verrà visitato e studiato dagli astronauti.
«Completare le varie fasi  del progetto significa integrare gli aspetti migliori della scienza, della tecnologia e dell'esplorazione umana della NASA e si baserà sull'innovazione dei migliori scienziati e ingegneri dell'America», ha spiegato la NASA in un comunicato stampa. «Questo progetto utilizza le nostre attuali capacità e le nostre capacità ancora in fase di sviluppo di trovare sia grandi asteroidi che minacciano la Terra sia piccoli asteroidi che possono essere dei candidati per l'iniziativa. Inoltre, contribuisce all'avanzamento delle nostre attività di sviluppo tecnologico nella propulsione elettrica a energia solare, e sfrutterà il nostro duro lavoro sulla capsula Orion e sul razzo SLS, che ci aiuteranno a raggiungere l'obiettivo del Presidente Obama di inviare uomini su Marte entro gli anni '30».
Già negli anni '70, la NASA aveva pensato di far visita a un asteroide usando le migliori tecnologie dell'epoca. In questi decenni, le nostre conoscenze sono aumentate incredibilmente, soprattutto grazie alla Stazione Spaziale Internazionale che ci ha permesso di studiare meglio gli effetti della vita nello spazio sul corpo umano e di progettare meglio le nostre missioni, spingendo sempre più in là i limiti dell'esplorazione spaziale.
Per ora, la NASA ha rilasciato solamente immagini e rappresentazioni artistiche. L'asteroide verrà catturato da una specie di contenitore rigido grande poco più dell'asteroide. La capsula sarà alimentata da due pannelli solari e si sposterà usando dei propulsori elettrici a effetto Hall. In questi propulsori, il carburante – il gas xeno – viene accelerato da dei campi elettrici, producendo una spinta relativamente moderata ma che può essere sfruttata per lunghi periodi per accelerare lentamente e costantemente.
La capsula, una volta nello spazio, percorrerà delle lunghe spirali per 2,2 anni, allontanandosi lentamente dalla Terra. Successivamente, effettuerà una manovra di fionda gravitazionale, che consiste nello sfruttare la gravità di un corpo – in questo caso la Luna – per accelerare. La capsula si ritroverà allora nello spazio profondo e, dopo aver viaggiato per 1,7 anni, incontrerà l'asteroide. Le operazioni di cattura dureranno circa 90 giorni. Ritornare in un'orbita stabile attorno al nostro pianeta richiederà dai due ai sei anni, dopo i quali l'asteroide sarà a portata di mano per essere studiato dagli astronauti della capsula Orion.
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