Ciò che resta dell'atmosfera marziana è ancora attivo, secondo il rover Curiosity

Nuovi risultati raccolti dal rover Curiosity mostrano che Marte ha perso buona parte della sua atmosfera, ma ciò che rimane è ancora abbastanza attivo. I risultati a cui è giunto il team del rover statunitense sono merito dei dati raccolti dal laboratorio SAM, che ha analizzato un campione di aria marziana e ha effettuato le misurazioni più precise mai ottenute degli isotopi dell'argon nell'atmosfera del Pianeta rosso.
«Abbiamo trovato quella che è probabilmente la più chiara e netta prova di una perdita atmosferica su Marte», spiega Sushil Atreya dell'Università del Michigan.
I dati raccolti da SAM indicano che nell'atmosfera marziana un isotopo leggero e stabile (argon-36) è quattro volte più abbondante di uno più pesante (argon-38), rimuovendo così le incertezze e le approssimazioni sui dati raccolti dalle missioni Viking attorno al 1976. 
Confrontando questo rapporto tra i due isotopi su Marte con i rapporti degli stessi isotopi sul Sole e su Giove, gli scienziati si sono accorti che su Marte dev'essere avvenuto un processo che ha causato la perdita di buona parte degli isotopi più leggeri rispetto a quelli pesanti, essendo il rapporto minore che sugli altri due corpi celesti del nostro sistema solare.
Lo strumento REMS, oltre ad aver individuato piccole variazioni termiche nel corso di questi primi otto mesi di missione, ha raccolti i primi dati sull'umidità di Marte. L'umidità, al contrario della temperatura, subisce variazioni molto forti da un luogo all'altro.
REMS aveva inoltre scoperto che il rover è stato più volte investito da intensi vortici di polvere, simili a dei tornado terrestri in miniatura. «Si tratta di eventi molto brevi che si concludono in pochi secondi e che dovrebbero essere causati da una combinazione di oscillazioni di pressione, temperatura e venti e, in alcuni casi, da una diminuzione della radiazione ultravioletta», spiega Javier Gòmez-Elvira del Centro De Astrobiologìa di Madrid.
Alle analisi ha anche contribuito lo strumento ChemCam, che, sparando impulsi laser a dei bersagli sulla superficie marziana, ha ottenuto informazioni sullo strato di polvere che ricopre le rocce.
«Sapevamo che Marte è rosso perché la sua polvere contiene ossidi di ferro», spiega Sylvestre Maurice dell'Institut De Recherche En Astrophysique Et Planétologie a Tolosa. «ChemCam rivela una composizione chimica complessa della polvere che include idrogeno, che potrebbe essere nella forma di gruppi ossidrilici o in molecole di acqua».
Curiosity e gli altri orbiter e rover su Marte sono attualmente in stato di standby poiché il Pianeta rosso in questo momento si trova esattamente dalla parte opposta del sistema solare, e quindi il Sole potrebbe interferire e disturbare le comunicazioni.
«Dopo ciò, Curiosity perforerà una nuova roccia marziana dove si trova ora, ma non abbiamo ancora selezionato il bersaglio. Il team prenderà le decisioni in questo periodo di pausa», spiega John Grotzinger del Caltech.

Fonte
NASA/JPL 2013-127

© immagini
NASA/JPL-Caltech/MSSS/LANL/CNES/IRAP/LPGNantes/CNRS
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