Nuove tracce di acqua su Marte raccolte dal rover Curiosity

Meno di una settimana fa, il rover Curiosity ha raccolto le prove che confermano che Marte – o almeno la regione che il rover sta esplorando – era un tempo abitabile. Curiosity aveva già scoperto un fiume marziano e osservato dei minerali che si sono formati dall'infiltrazione di acqua – tutto questo in pochi mesi. Eppure, non si è fermato: oggi, in una conferenza tenutasi in Texas, il team ha annunciato che il rover ha scoperto dei minerali nei quali è stata rilevata acqua. Ciò suggerisce che le passate condizioni abitabili non interessino solo il sito dove Curiosity aveva raccolto dei campioni dall'interno di una roccia più di un mese fa, ma anche il resto di Yellowknife Bay.
«Alcuni minerali e rocce ricchi di ferro possono essere rilevati e mappati usando i filtri del vicino infrarosso della fotocamera Mastcam», spiega Jim Bell dell'Arizona State University.
La luminosità di una roccia nelle varie lunghezze d'onda del vicino infrarosso analizzate dalla Mastcam può suggerire la presenza di minerali idrati. 
«Con la Mastcam, abbiamo osservato molti segnali di idratazione nelle sottili vene che tagliano molte rocce di quest'area», spiega Melissa Rice del Caltech. «Queste chiare vene contengono minerali idrati diversi da quelli dei depositi argillosi che abbiamo osservato nell'ambiente circostante».
Curiosity, infatti, aveva già scoperto la presenza di minerali idrati in alcune vene di rocce circostanti.
Due delle rocce analizzate dal rover per ottenere i risultati presentati oggi sono state chiamate Knorr e Wernecke. Il rover ha inoltre analizzato un frammento spaccato dalle sue ruote che è stato chiamato Tintina.
Lo strumento russo DAN ha misurato invece l'idrogeno al di sotto del rover, principalmente proveniente dalle molecole di acqua legate ai minerali.
«Vediamo chiaramente una variazione del segnale dal sito dell'atterraggio a Yellowknife Bay», spiega Maxim Litvak dello Space Research Institute di Mosca. «Abbiamo rilevato più acqua a Yellownife Bay rispetto al resto del percorso. Anche all'interno di Yellowknife Bay osserviamo variazioni importanti».
Nuovi dati raccolti dallo spettrometro canadese APXS e presentati oggi suggeriscono che i processi che hanno portato alla formazione dell'argilla studiata dal rover non hanno alterato più di tanto gli elementi chimici già presenti. La composizione della roccia analizzata da Curiosity è molto simile a quella del basalto, la roccia più comune su Marte.
Ad esempio, i rapporti di silicio, alluminio, magnesio e ferro dei campioni analizzati sono simili a quelli del basalto. Si tratta di una roccia ignea, e probabilmente è da essa che si sono originate tutte le rocce sedimentarie studiate in questi mesi dal rover.
«La composizione delle rocce a Yellownife Bay non è stata alterata molto dai processi mineralogici», spiega Mariek Schmidt della Brock University a Saint Catharines, Canada.
La roccia era ricoperta da uno strato di polvere e i valori raccolti erano perciò anomali; rimosso lo strato polveroso con la spazzola, i livelli di zolfo si sono abbassati notevolmente, rientrando nella norma.
«Rimuovendo la polvere, abbiamo una lettura migliore che suggerisce la classificazione  della roccia come basaltica», continua Schmidt. «Le rocce sedimentarie a Yellowknife Bay si sono formate quando le rocce basaltiche si sono rotte in frammenti, poi trasportati e ridepositati come particelle sedimentarie e alterati dall'esposizione all'acqua».

© immagini
NASA/JPL-Caltech/MSSS/ASU

Fonte
NASA 2013-099
Nuove tracce di acqua su Marte raccolte dal rover Curiosity Nuove tracce di acqua su Marte raccolte dal rover Curiosity Reviewed by Pietro Capuozzo on 18.3.13 Rating: 5
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