Dragon non è più alla deriva, prossima finestra di aggancio domattina

Il decollo del Falcon 9.
La capsula privata Dragon della SpaceX è decollata perfettamente ieri nella sua seconda missione ufficiale di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale. Poco dopo aver raggiunto l'orbita, però, un problema a una valvola di propulsione aveva causato l'accensione di solo uno dei quattro propulsori della capsula. Dragon ha così incominciato ad andare alla deriva in orbita, ma gli ingegneri della SpaceX sono riusciti incredibilmente a riprendere il controllo della missione. «Abbiamo rimesso in pista Dragon», ha commentato su Twitter il fondatore e direttore della SpaceX, Elon Musk, sette ore dopo il lancio.
La diretta del lancio è stata interrotta bruscamente subito dopo il rilevamento del problema alla valvola. SpaceX e la NASA hanno continuato a diffondere aggiornamenti, soprattutto tramite Twitter.
Alle 17.10 ora italiana, la TV della NASA ha confermato che vi era un problema alla capsula e che la soluzione poteva essere quella di riorganizzare la sequenza di manovre che avrebbero portato Dragon alla ISS.
Un quarto d'ora dopo è stato rilasciato il primo comunicato della SpaceX. «Un propulsore sta funzionando. Per proseguire con il passo successivo, ossia l'apertura dei pannelli solari, preferiamo averne due in funzione. Stiamo lavorando per accendere anche gli altri due per programmare la prossima serie di manovre che ci porteranno alla Stazione».
Alle 17.42, Elon Musk ha comunicato che «la pressione sul propulsore 3 sta migliorando. Ci stiamo preparando ad estendere i pannelli». Otto minuti dopo è arrivato un altro tweet dal direttore della SpaceX: «l'apertura dei pannelli solari è avvenuta con successo». Ciò significava che il propulsore 3 era stato attivato, secondo quanto riferivano i due comunicati precedenti. Un quarto d'ora dopo, infatti, è arrivato un altro comunicato: «stiamo cercando di attivare i propulsori 2 e 4».
Nove minuti dopo, però, è stato rilasciato un nuovo comunicato che contraddiceva quelli precedenti: «dopo che Dragon ha raggiunto l'orbita, la capsula ha sofferto un problema a una valvola. Attualmente un solo propulsore è in funzione, e stiamo cercando di attivare gli altri tre». Nei comunicati precedenti rilasciati su Twitter da Musk appariva invece chiaro che due propulsori – l'1 e il 3 – erano stati attivati, così come richiesto per l'apertura dei pannelli. «Abbiamo aperto i pannelli. Quando avremo almeno due propulsori attivi, inizieremo una serie di manovre per raggiungere la Stazione», continua il comunicato. Ciò significa che l'apertura dei pannelli è avvenuta con un solo propulsore, a differenza di ciò che aveva comunicato Musk.
Mezz'ora dopo, alle 18.42 ora italiana, la NASA ha comunicato che SpaceX doveva attivare almeno tre propulsori per essere in grado di agganciarsi alla Stazione.
Alle 8 di sera è arrivato un nuovo comunicato della SpaceX: «stiamo ancora lavorando per risolvere i problemi al sistema di propulsione di Dragon. Il primo rendezvous della missione è slittato di almeno un'orbita»
Mezz'ora dopo, la NASA ha comunicato che la capsula non ce l'avrebbe fatta ad agganciarsi alla Stazione in tempo. La prima finestra di aggancio non si presenterà prima di domattina,
Verso le nove di sera, Musk ha rilasciato un aggiornamento tramite Twitter: «i propulsori 1 e 4 sono ora accesi». Ciò significa che gli ingegneri sono riusciti ad accendere il propulsore 4, in quanto l'1 era già acceso fin dall'inizio. «Dragon non è più alla deriva. Si!!!».

© immagine
NASA/Tony Gray and Robert Murray
Dragon non è più alla deriva, prossima finestra di aggancio domattina Dragon non è più alla deriva, prossima finestra di aggancio domattina Reviewed by Pietro Capuozzo on 2.3.13 Rating: 5
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