Una missione europea si schianterà contro due asteroidi near-Earth nel 2022

Il meteorite che si è schiantato poco più di una settimana fa in Russia (seguito poco ore dopo, per pura causalità, dal passaggio ravvicinato di un asteroide molto più grande) è un evento che ha lasciato a bocca aperta molte persone – tranne gli astronomi. Infatti, ogni giorno cadono sul nostro pianeta tra le mille e le 10 mila tonnellate di materiale extraterrestre, soprattutto sotto forma di particelle talmente piccole che non bruciano nell'atmosfera terrestre e cadono lentamente sulla superficie. Ogni tanto, però, nella nostra atmosfera entra anche qualche pezzo più grosso che viene per lo più disintegrato, ma qualche frammento può raggiungere la superficie del nostro pianeta. Eventi di questo genere non sono assolutamente rari. Prima o poi, però, è inevitabile che sul nostro pianeta cada qualcosa di veramente grosso, come è già accaduto nel lontano passato. Attualmente conosciamo una minuscola fetta di tutti gli asteroidi che popolano il nostro sistema solare, eppure ne conosciamo già molti che rappresentano un potenziale rischio per il nostro pianeta in futuro. Nessuno di essi è in rotta di collisione diretta con il nostro pianeta e, anzi, probabilmente vivremo tranquilli ancora per secoli. La prevenzione, però, non fa mai male, e così – soprattutto dopo il meteorite russo che ha attirato finalmente l'attenzione del pubblico verso questa costante minaccia – l'Agenzia Spaziale Europea ha deciso di creare AIDA (Asteroid Impact and Deflection Assesment), una sonda che intercetterà e si schianterà contro l'asteroide Didymos mentre esso passerà a soli 11 milioni di chilometri dal nostro pianeta nel 2022.

L'annuncio ufficiale arriva solo ora, quando i riflettori dei media sono ancora puntati su ciò che è successo in Russia, ma gli ingegneri stanno lavorando su questo progetto da più di due anni.
L'asteroide Didymos – 'gemelli' in greco – ha un diametro di circa 800 metri ed è accompagnato da un satellite di circa 150 metri in diametro che completa un'orbita attorno al corpo maggiore in meno di 12 ore. Il satellite, nonostante molto più piccolo del corpo principale, è tre volte più grande dell'asteroide 2012 DA14 che è passato a 27,7 mila chilometri dal nostro pianeta poco dopo che il meteorite russo, 15 volte più piccolo del satellite di Didymos, si schiantava vicino agli Urali.
AIDA è una missione low cost che sarà composta da due sonde – una sonda madre e una sonda minore. Due sonde per due bersagli.
La sonda minore sarà di costruzione americana e sarà chiamata DART – Double Asteroid Redirection Test. Si schianterà contro il corpo minore a una velocità di 6.25 chilometri al secondo, cambiando anche il moto del corpo attorno all'asteroide maggiore.
La sonda principale sarà invece europea e si chiamerà AIM – Asteroid Impact Monitor. Studierà il sistema doppio di Didymos sia prima sia dopo lo schianto.
«AIDA non è semplicemente una missione verso un asteroide, è anche progettata come piattaforma di ricerca per molti profili diversi», spiega Andres Galvez dell'ESA.
«Questo progetto vale in molte aree», spiega Andy Cheng, capo della missione all'Applied Physics Laboratory della John Hopkins, «dalla scienza e dall'esplorazione applicata all'utilizzo delle risorse degli asteroidi». Cheng era un membro del team della missione americana NEAR, la prima ad orbitare ed atterrare su un asteroide near-Earth chiamato Eros.
Nel 2005, un'altra sonda americana, Deep Impact, aveva sparato un proiettile contro la cometa Tempel 1, rilasciando una potente esplosione che ha sparso nello spazio vaste quantità di materiale dall'interno della cometa, tra cui acqua.
L'ESA ha chiesto ai ricercatori di tutto il mondo idee per esperimenti da svolgere con le due sonde. Le idee vanno consegnate entro il 15 Marzo.
«È un'interessante opportunità per svolgere un'ampia ricerca globale su un problema che è fuori da questo mondo», spiega Stephan Ulamec del DLR German Aerospace Center. «E ci insegnerà a lavorare tutti assieme su una missione internazionale per sconfiggere il rischio d'impatto con gli asteroidi».
Nel 2016 decollerà una missione americana, OSIRIS-REx, che raccoglierà campioni dell'asteroide 1999 RQ36 e li riporterà sulla Terra. Pochi anni fa, una simile missione è stata compiuta dalla sonda giapponese Hayabusa con l'asteroide Itokawa. Dato il successo di Hayabusa, il governo giapponese ha recentemente deciso di ripetere la missione. La sonda Hayabusa-2 decollerà nel 2014 verso 1999 JU3.
Una missione europea si schianterà contro due asteroidi near-Earth nel 2022 Una missione europea si schianterà contro due asteroidi near-Earth nel 2022 Reviewed by Pietro Capuozzo on 24.2.13 Rating: 5
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