Si schianta nel Pacifico un razzo russo

Un razzo Zenit-3SL con a bordo un satellite per le telecomunicazioni Intelsat-27 si è schiantato nell'Oceano Pacifico poco dopo il lancio, a causa di un'emergenza al propulsore del primo stadio.


«C'è stato un problema tecnico dopo circa 50 secondi di volo, e abbiamo spento il motore del primo stadio. Stiamo discutendo su ciò che è successo», spiega Vitaly Lopota, direttore dell'RKK Energia.
Il razzo è decollato dalla piattaforma Odyssey, posta all'altezza dell'equatore in acque internazionali. Il lancio è avvenuto due giorni fa, alle 7.55 ora italiana.
Secondo fonti russe, il razzo si sarebbe schiantato a pochissima distanza dalla piattaforma, che non ha però subito danni di nessun genere.
Lo Zenit-3SL è un lanciatore a propellente liquido che usa cherosene e ossigeno liquido. Il razzo è formato da tre stadi oltre al carico da portare in orbita.
Il propulsore RD-171M che è stato spento poco dopo il lancio è prodotto dall'agenzia russa NPO Energomash. Si tratta di uno dei motori a razzo più potenti attualmente in utilizzo, producendo 740 mila chili di spinta al decollo.
Il consorzio Sea Launch, che amministra la piattaforma e i suoi lanci, è nato nel 1995 dall'unione di quattro aziende norvegesi, russe, ucraine e statunitensi. È tornato attivo dopo una pausa di 30 mesi in seguito a dei problemi finanziari, a causa dei quali la gestione del consorzio è passata dalle mani del gigante statunitense Beoing all'Energia. La sede è inoltre stata spostata dalla California alla Svizzera.
Grazie alla forza centripeta generata dalla rotazione della Terra, i razzi che decollano in prossimità dell'equatore subiscono una spinta maggiore e sono quindi in grado di portare carichi più grandi e pesanti. Molti centri spaziali, spazioporti e cosmodromi si trovano infatti vicino all'equatore, come quello della NASA a Cape Canaveral, in Florida, e quello dell'ESA a Kourou, nella Guyana Francese.
Si tratta del 35esimo lancio dello Zenit dal 1999. Da allora, altre due missioni sono fallite, mentre una è fallita parzialmente.
Il primo fallimento risale al 12 Marzo 2000, quando un errore al software ha spento il secondo stadio molto in anticipo, non riuscendo così a portare in orbita il satellite ICO F-1.
Il 29 Giugno di quattro anni dopo, lo stadio superiore si è spento 54 secondi prima del previsto a causa di un problema coi cavi. Il satellite a bordo, un Apstar 5, è riuscito comunque a raggiungere l'orbita, anche se a un'altitudine minore.
Infine, il 30 gennaio 2007, un razzo è esploso direttamente sulla piattaforma di lancio a causa di un fallimento al propulsore dovuto alla presenza di polvere nella turbopompa. A bordo vi era un satellite NSS-8 della SES New Skies.

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 S.P. Korolev Rocket and Space Corporation Energia
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