Gli astronomi si preparano a studiare 2012 DA14

Come vi avevamo già detto qualche settimana fa, il 15 Febbraio un asteroide di 45 metri passerà a soli 27650 chilometri dalla superficie del nostro pianeta, ossia molto più in basso dell'orbita geostazionaria percorsa da buona parte dei satelliti meteorologici e delle comunicazioni. Gli scienziati stanno continuando a monitorare l'orbita dell'asteroide e hanno confermato che non vi è assolutamente il rischio di un impatto, ma, al contrario, sarà un'ottima occasione per studiare questo asteroide senza uscire di casa.
I ricercatori statunitensi presso il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) studieranno la rotazione dell'asteroide per capire se, nel vicino futuro, questo asteroide – 2012 DA14 – minaccerà seriamente il nostro pianeta.
«Conoscere la direzione della rotazione è essenziale per prevedere accuratamente il suo percorso futuro, e quindi determinare quanto si avvicinerà alla Terra nei prossimi anni», spiega l'astronomo dell'NRAO Michael Busch.
Busch sarà a capo del team di ricercatori che studierà l'asteroide usando le antenne del Karl G. Jansky VLA e del Very Long Baseline Array (VLBA) a Pie Town e a Los Alamos, nel New Mexico, assieme all'antenna di 70 metri del centro della NASA a Goldstone, in California.
L'antenna di Goldstone sparerà un potente raggio di onde radio verso l'asteroide. Le onde rimbalzeranno sulla superficie dell'asteroide e verrano rilevate dalle antenne nel New Mexico.
«A causa della superficie non liscia dell'asteroide e la diversa riflettanza (termine fisico), il segnale radar riflesso avrà una firma speciale, osservato dalla Terra. Valutando quale delle due antenne molto distanti tra loro riceverà questa firma prima, gli astronomi capiranno in che direzione l'asteroide sta ruotando», spiega l'NRAO sul suo sito.
Come abbiamo già detto, nonostante si tratti di un incontro ravvicinato da record, non vi è alcun rischio che l'asteroide colpisca il nostro pianeta.
«2012-DA14 non colpirà assolutamente la Terra», commenta Don Yeomans del JPL. «Conosciamo l'orbita di questo asteroide abbastanza bene da poter escludere un impatto».
La distanza minima dell'asteroide sarà di circa 3.5 raggi terrestri. La gravità del nostro pianeta potrebbe avvicinare l'asteroide fino a una distanza di 3.2 raggi terrestri, ma non di più.
L'asteroide, scoperto un anno fa dall'osservatorio spagnolo di LaSagra, sarà difficilmente visibile a occhio nudo anche quando sarà più vicino che mai al nostro pianeta, ossia alle 20:26 ora italiana. La sua luminosità sarà pari a quella di una stella di settima o ottava magnitudine apparente.

© immagine
NASA/JPL-Caltech
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