Curiosity raccoglie i primi campioni dall'interno di una roccia marziana

Curiosity ha per la prima volta usato al suo massimo potenziale il trapano posto all'estremità del suo braccio robotico per perforare una roccia marziana. A differenza dei primi test, questa volta ha anche raccolto campioni degli strati interni dell'affioramento geologico John Klein – la prima volta che una simile operazione viene svolta sulla superficie di un altro pianeta.

Il buco è largo 1,6 centimetri e raggiunge una profondità di 6,4 centimetri. Secondo gli scienziati, la roccia analizzata potrebbe contenere ulteriori prove dell'esistenza di ambienti umidi nel passato marziano. I campioni verranno analizzati a breve dai due laboratori interni del rover, SAM e CheMin.
«Il robot planetario più avanzato mai progettato è ora un laboratorio analitico su Marte completamente funzionante», spiega John Grunsfeld del Science Mission Directorate della NASA. «Questa è la più grande pietra miliare raggiunta dal team di Curiosity dopo l'atterraggio con la gru aerea l'ultimo Agosto, un altro giorno in cui l'America è stata fiera di se stessa».
I campioni si trovano ancora nel braccio robotico, e nei prossimi giorni il team fornirà al cervello centrale del rover i comandi da seguire per depositare i campioni nei due laboratori.
«Abbiamo effettuato la prima perforazione completa, e crediamo di aver raccolto abbastanza materiale dalla roccia da incontrare i nostri obiettivi di pulire l'hardware e analizzare i campioni», spiega Avi Okon del Jet Propulsion Lab della NASA.
Le pareti delle camere che ospiteranno momentaneamente i campioni raccolti dal trapano prima che essi siano inviati allo strumento CHIMRA potrebbero avere ancora del materiale di origine terrestre, nonostante la scrupolosa pulizia prima del lancio. Per questo, parte del materiale raccolto verrà scosso violentemente per pulire le pareti da particelle più grandi di 150 micron.
«Useremo la polvere che abbiamo raccolto e la scuoteremo per grattare le pareti interne», spiega Scott McCloskey del JPL.
«Costruire uno strumento in grado di interagire con forza con rocce marziane "imprevedibili" ha richiesto un ambizioso programma di sviluppo e test», commenta Louise Jandure del JPL. «Per arrivare al momento in cui perforavamo una roccia su Marte, abbiamo effettuato otto perforazioni e più di 1200 buchi su venti tipi diversi di rocce sulla Terra».
Negli ultimi Sol, il rover ha anche usato altri strumenti per analizzare affioramenti vicini. Lo spettrometro a raggi X e particelle alfa APXS e la fotocamera MAHLI sono stati usati su una roccia chiamata Brock Inlier. La spazzola DRT e la camera ChemCam sono invece state usate su Wernecke, mentre i test precedenti al trapano erano stati eseguiti su Thundercloud.


© immagini
NASA/JPL-Caltech/MSSS
NASA/JPL-Caltech
Curiosity raccoglie i primi campioni dall'interno di una roccia marziana Curiosity raccoglie i primi campioni dall'interno di una roccia marziana Reviewed by Pietro Capuozzo on 9.2.13 Rating: 5
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