Primi test per il sistema di rifornimento robotico nello spazio

A metà Gennaio, la NASA condurrà alcuni test sul programma di rifornimento robotico a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, un programma che potrebbe introdurre una nuova generazione di tecnologie satellitari.
Nell'arco di cinque giorni, le agenzie spaziali statunitensi e canadesi useranno il robot Dextre per simulare la fase di rifornimento robotico nello spazio. Il team di ingegneri userà il braccio robotico per tagliare cavi, svitare bulloni e viti e trasferire carburante «immaginario». Saranno inoltre dimostrate alcune tecnologie, strumentazioni e tecniche che potrebbero rendere i satelliti di uso quotidiano (quelli delle previsioni meteorologiche e delle comunicazioni) più robusti ed efficienti.

«Ogni satellite ha un ciclo vitale e un'inevitabile "data di scadenza", determinata dall'affidabilità dei suoi componenti e dalla quantità di carburante che può trasportare», spiega Benjamin Reed dell'SSCO.
Ma perché riparare e rifornire satelliti nello spazio? La risposta è semplice: i costi e il tempo necessario sarebbero molto più contenuti rispetto a ricominciare da capo la produzione e il lancio di una nuova sonda.
Uno degli obiettivi di questi test è quello di capire meglio l'ambiente nel quale opereranno i satelliti di rifornimento, ossia la trafficata autostrada geosincrona, che ospita più di 400 satelliti e milioni di pezzi di spazzatura spaziale.
Riparando satelliti in orbita geosincrona, la NASA spera di aggiungere preziosi anni al ciclo vitale dei satelliti e nuove opzioni per gli ingegneri davanti ad emergenze improvvise.
Missioni di questo genere aprirebbero anche le porte a una nuova era di pulizia dell'orbita terrestre, che, come sappiamo, nasconde milioni di pezzi che possono danneggiare severamente i satelliti ancora in funzione e mettere addirittura in pericolo la vita dell'equipaggio a bordo della Stazione.
Il modulo RRM (Robotic Refueling Mission) ha le dimensioni di una lavatrice ed è stato costruito dall'SSCO in 18 mesi. Nel Luglio 2011 è decollato a bordo dell'ultima missione Shuttle, l'STS-135, diretta ovviamente verso la ISS.
Nel 2012, il braccio del Dextre è riuscito a tagliare due cavi spessi ognuno quanto due fogli di carta, con soli pochi millimetri entro i quali poteva operare, gettando le basi ai test che verranno eseguiti a partire da oggi.
I test che incominceranno oggi coinvolgeranno Dextre, il modulo RRM e quattro dei suoi strumenti che verranno controllati dalla Terra.
«Il team operativo di RRM è molto felice di incominciare le dimostrazioni di rifornimento», commenta Charlie Bacon. «Negli ultimi due anni, il team ha dedicato più di 300 ore alla preparazione – riguardando le procedure, sviluppando simulazioni e comunicando con altri centri della NASA e dei suoi partner internazionali. Crediamo che il nostro lavoro culminerà quando proveremo che il rifornimento di satelliti in orbita non è più una tecnologia futuristica – è tecnologia attuale».
«Le tecnologie che stiamo costruendo per aiutare i satelliti entro cinque anni potrebbero essere quelle che fra dieci anni useremo per pulire lo spazio e che fra trent'anni useremo per salvare sonde dirette verso Marte», continua Reed. «La NASA sta agendo oggi per assicurasi di avere le capacità di cui ha bisogno l'America per il futuro. RRM è solo l'inizio».

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NASA
Primi test per il sistema di rifornimento robotico nello spazio Primi test per il sistema di rifornimento robotico nello spazio Reviewed by Pietro Capuozzo on 14.1.13 Rating: 5
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