La NASA guarda verso il futuro e resuscita il più potente motore mai costruito

La NASA sta progettando il suo prossimo lanciatore pesante, lo Space Launch System. Per farlo, però, gli ingegneri americani hanno dovuto fare un salto nel tempo e tornare indietro di qualche decennio, resuscitando il più potente motore a razzo che abbia mai volato – l'F-1 del Saturn V.

Il potente motore che ha portato sei equipaggi sulla Luna è stato riacceso al Test Stand 116 del Marshall Space Flight Center a Huntsville, nell'Alabama.
Durante il test, gli ingegneri hanno studiato l'efficienza e le proprietà di combustione del generatore di gas per progettare un sistema di propulsione nuovo, più economico e più avanzato, in grado di superare gli ancora imbattuti record del Saturn V.
«I nostri giovani ingegneri si stanno sporcando le mani, lavorando con uno dei motori più famosi della NASA», spiega Tom Williams, direttore del dipartimento dei sistemi di propulsione al Marshall Engineering Directorate.
«Questi test sono solo l'inizio. Questi giovani ingegneri della NASA continueranno a lavorare con i nostri partner industriali per testare e analizzare i benefici dell'utilizzo di un potente sistema di propulsione alimentato da ossigeno liquido e kerosene, un propellente che non usiamo da un po' di tempo». Questa combinazione di carburanti è stata usata, oltre che nel primo stadio del Saturn V, nei razzi Zenit e nei lanciatori Soyuz, Delta, Titan I e Atlas.
Il generatore di gas dell'F-1 forniva l'energia necessaria ad attivare la pompa turbomolecolare, bruciando l'ossigeno liquido e il kerosene.
Spesso, prima di progettare un nuovo motore si progetta il generatore di gas, in quanto dalle sue dimensioni si possono già capire le dimensioni dell'intero motore, un aspetto chiave per la potenza del lanciatore.
L'SLS, il nuovo lanciatore statunitense, andrà ben oltre la bassa orbita terrestre. La configurazione iniziale di 77 tonnellate userà due razzi a propellente solido composti da 5 segmenti e simili a quelli che aiutavano lo Space Shuttle a raggiungere l'orbita. La seconda configurazione, di 143 tonnellate, prevede l'utilizzo di un razzo in grado di dare una spinta maggiore di qualsiasi altro razzo a propellente solido o liquido utilizzato oggi negli Stati Uniti. L'anno scorso, la NASA ha firmato tre contratti per sviluppare e mettere a punto un simile razzo.
«È importante che i nostri lavoratori facciano esperienza con sistemi come il generatore di gas dell'F-1, in quanto li aiuta a diventare compratori intelligenti e buoni amministratori di ciò che ci procuriamo dall'industria», spiega Chris Crumbly del Mashall. «Creando il futuro razzo dell'SLS, siamo curiosi di sapere cosa ci possono fornire i nostri partner industriali come soluzioni efficaci ed economiche».

© immagine
NASA/MSFC/Emmett Given
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