Curiosity seleziona la sua prima roccia da trapanare


Dopo varie settimane, il team del rover Curiosity ha finalmente selezionato la prima roccia marziana che verrà trapanata da quello che sarà l'ultimo strumento a bordo del rover ad essere usato sulla superficie del Pianeta rosso. Curiosity si sta dirigendo verso la roccia, così che il team di ingegneri potrà valutare la situazione più da vicino e compiere la decisione finale.
«Perforare una roccia per raccoglierne campioni sarà la più difficile attività dopo l'atterraggio. Non è mai stato fatto su Marte», commentato Richard Cook del JPL. «L'hardware del trapano interagirà energicamente con materiale marziano che non controlliamo. Non saremo sorpresi se alcuni passi del processo non andranno come pensavamo».

I primi campioni verranno usati per strofinare il trapano, che poi raccoglierà i campioni veri e propri da inviare ai due laboratori interni a bordo del rover, dove saranno analizzati per capire la loro composizione chimica e mineralogica.
La roccia è stata scelta perché nelle immagini della Mastcam e delle altre fotocamere risulta possedere delle interessanti particolarità, come vene, noduli, strati che si incontrano, un ciottolo chiaro incastrato nell'arenaria e alcune formazioni che sembrano essere piccoli buchi nel terreno.
La roccia è stata chiamata John Klein, in onore del deputy project manager della missione che ci ha lasciati nel 2011.
«La leadership di John ha avuto un ruolo fondamentale nel portare Curiosity nella realtà», continua Cook.
La roccia è situata nel piccolo bacino di Yellowknife Bay, un'area che il rover ha raggiunto qualche settimana fa dopo aver percorso una discesa di mezzo metro. Le osservazioni degli orbiter mostrano che in questa regione il terreno si raffredda più rapidamente rispetto alle regioni circostanti.
«Il segnale orbitale ci ha guidati qui, ma ciò che abbiamo trovato quando siamo arrivati è stata una grande sorpresa», spiega John Grotzinger del Caltech. «Quest'area ha avuto un tipo diverso di ambiente umido rispetto al letto del fiume dove siamo atterrati».
La fotocamera ChemCam ha usato il suo raggio laser per ispezionare alcune vene particolarmente chiare, trovandovi alte quantità di calcio, zolfo e idrogeno.
«Queste vene sono probabilmente composte di solfati di calci idrati, come il gesso», spiega Nicolas Mangold del Laboratoire de Planétologie et Géodynamique a Nantes. «Sulla Terra, la formazione di vene come queste richiede la penetrazione nella roccia di acqua».
Il rover ha usato la fotocamera MAHLI nella località di Sheepbed per ispezionare un interessante granello di roccia simile a un germoglio, che ha poi preso il nome di Fiore Marziano.
La maggior parte delle rocce analizzate da Curiosity sono di arenaria e siltite, molto diverse dalle rocce conglomerate trovate attorno al sito d'atterraggio Bradbury.
«Tutte queste rocce sedimentarie ci dicono che Marte ha avuto ambienti con depositi attivi di materiale», spiega Aileen Yingst del Planetary Science Institute a Tucson. «Le diverse dimensioni dei granelli ci dicono che vi erano diverse condizioni di trasporto».

© immagini
NASA/JPL-Caltech/MSSS
Curiosity seleziona la sua prima roccia da trapanare Curiosity seleziona la sua prima roccia da trapanare Reviewed by Pietro Capuozzo on 15.1.13 Rating: 5
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