Curiosity pronto a trapanare una roccia marziana per la prima volta nella storia

Proprio in questo momento, il rover Curiosity si sta preparando a usare il suo trapano per perforare una roccia marziana, un'operazione che non è mai stata eseguita prima sul Pianeta rosso.
Il rover è parcheggiato davanti a un interessante affioramento geologico chiamato John Klein, che presenta vene di minerali a base di calcio probabilmente idrati.


«In questo test useremo la trivella solo nella modalità percussione, non nella modalità rotazione», spiega Ken Herkenhoff dell'USGS.
Prima di proseguire con le analisi vere e proprie, il team dovrà valutare i risultati ottenuti durante questo e altri test.
«Stiamo procedendo con precauzione», spiega Daniel Limonadi del JPL. «È una vera sfida. Sarà la prima volta che un robot perfora una roccia per raccogliere campioni su Marte».
Il rover ha raggiunto la roccia durante il 166esimo Sol di missione, dopo aver percorso 2.5 metri. Curiosity sta attualmente esplorando una piccola depressione nota come Yellownkife Bay, dove ha già raccolto nuovi indizi sul passato di Marte.
Il rover ha già eseguito quattro test in cui ha appoggiato il trapano sul suolo marziano e ha fatto pressione con l'aiuto del braccio robotico. Il team è stato in così in grado di confermare che la forza impressa è pari a quella prevista.
«Abbiamo lasciato il braccio così tutta la notte, per vedere come la pressione cambiava con la temperatura», continua Herkenhoff.
L'escursione termica marziana è molto ampia, e in tutto l'anno si va da temperature di 140 gradi centigradi sotto lo zero a +20°C. Gli scienziati hanno calcolato che gli strumenti a bordo di Curiosity si allargano e si restringono di 2.4 millimetri nell'arco di un giorno. È stato quindi importante verificare che con l'abbassarsi e l'alzarsi della temperatura i meccanismi del trapano non venissero sottoposti a troppo stress.
«Non abbiamo in mente di lasciare il trapano sulla roccia tutta la notte, ma in caso dovesse succedere, è importante sapere cosa dobbiamo aspettarci dall'hardware», spiega Limonadi. «Abbiamo eseguito i test a valori più bassi per imparare di più sugli effetti dell'escursione termica senza però mettere a rischio l'hardware».
Domani il laboratorio interno SAM analizzerà un campione portato dalla Terra per verificare un'eventuale contaminazione e assicurarsi che le camere che ospitano momentaneamente i campioni siano state ripulite perfettamente dopo le analisi condotte a Rocknest.
Durante questo periodo, il team è costretto a programmare le attività con due giorni di anticipo a causa della differenza tra l'orario marziano e quello terrestre. Da metà Febbraio, i dati raccolti durante il pomeriggio marziano arriveranno prima al team di Curiosity, che sarà così in grado di programmare le attività in base ai risultati raccolti il giorno prima.

© immagini
NASA/JPL-Caltech
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