Curiosity continua ad esplorare Yellownife Bay

Il team di Curiosity è rientrato dalle ferie natalizie, e così il rover ha ricominciato ad esplorare la depressione nota come Yellowknife Bay nella quale è entrato poche settimane fa. Il rover ha raggiunto una roccia scivolosa chiamata Snake River, e continua a cercare la sua prima roccia da trivellare.

Curiosity dovrebbe usare il suo trapano – l'ultimo dei dieci strumenti scientifici ad essere utilizzato – nel corso della prossima settimana, ma il team sta continuando a valutare il rischio che la roccia si fonda a causa della frizione generata, danneggiando irreparabilmente l'intero sistema.
Per individuare la prima roccia da trapanare, il team ha attivato tutte le fotocamere e sta analizzando varie immagini panoramiche a colori e ad alta risoluzione. Per la storica inaugurazione di questo strumento su un altro pianeta, secondo il team, ci vuole una roccia in cui i rischi siano molto bassi ma che sia allo stesso tempo interessante da un punto di vista scientifico.
I campioni raccolti dal trapano, posto all'estremità del braccio robotico, verranno analizzati dai due laboratori interni del rover, SAM e CheMin.
«L'ultima cosa che ci resta da fare è trapanare, e speriamo seriamente di iniziare questo processo nella prossima settimana», ha commentato John Grotzinger del California Institute of Technology in un'intervista alla BBC.
Il team, per aiutarsi nella scelta della prima roccia da trapanare, sta usando anche lo spettrometro a raggi-X APXS, il laser della fotocamera ChemCam e la fotocamera MAHLI.
Proprio oggi, il rover festeggia i suoi 5 mesi sulla superficie marziana, dopo lo «spericolato» atterraggio del 5-6 Agosto che l'ha portato nel cratere Gale, alla base dell'enorme montagna Sharp – la sua destinazione finale.
Il 3 Gennaio, 147esimo Sol di missione, il rover ha percorso altri 3 metri in direzione nord-ovest, osservando una roccia dalla forma stranamente sinuosa, chiamata Snake River. 
«È un bel pezzo di puzzle», aggiunge Grotzinger. «Ha una relazione diagonale con la roccia accanto e sembra essersi formata dopo il deposito dello strato che taglia trasversalmente».
La roccia era stata osservata per la prima volta nel 133esimo Sol di missione, e consiste in una linea curva di roccia scura che taglia rocce più piatte e sporge sopra la sabbia.
Il rover ha finora percorso 702 metri e scattato quasi 36 mila foto.
Yellownife Bay è un bacino della regione Glenelg leggermente al di sotto del terreno circostante, di circa mezzo metro.
«Siamo allo strato più basso – quello che dovrebbe essere lo strato più antico, spesso dai cinque agli otto metri, e probabilmente sceglieremo qui il nostro primo obiettivo da trapanare», aggiunge Grotzinger. «La località di Curiosity in questo momento è una piccola pila di strati – molto suggestiva – che potrebbero essere antichi di 3-3.5 miliardi di anni, e quindi siamo molto contenti perché, a differenza del suolo che stavamo analizzando prima della vacanza natalizia, stiamo per incominciare a scavare nella roccia molto antica che non abbiamo mai osservato».

Da poco, è disponibile sul nostro sito una «carta d'identità» del rover Curiosity, assieme ad un breve ma approfondito diario di bordo che racconta, giorno per giorno, le avventure del rover sul suolo marziano. Clicca qui per accedere alla pagina.


© immagini
NASA/JPL-Caltech/Ken Kremer/Marco Di Lorenzo
NASA/JPL-Caltech
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