«Minerali argillosi su Marte? Ce ne sono ben più di quanto pensiamo»

I minerali argillosi su Marte potrebbero essere più comuni di quanto pensiamo: lo indica uno studio condotto da alcuni ricercatori statunitensi. I risultati ottenuti dal team sono molto interessanti, in quanto i minerali argillosi quasi sempre si formano in presenza di acqua liquida.

Il team afferma di aver trovato traccia di argilla in alcune rocce studiate dal rover Opportunity attorno al suo sito d'atterraggio nel 2004. I risultati ottenuti dal team saranno pubblicati sul Geophysical Research Letters.
Il team, guidato da Eldar Noe Dobrea del Planetary Science Institute, ha identificato i minerali argillosi usando analisi spettroscopiche ricavate dai dati dell'orbiter MRO. I risultati indicano che vi sono grandi depositi di minerali argillosi anche nella pianura Meridiani, che il rover ha attraversato per giungere alla sua posizione attuale sul bordo del cratere Endeavour.
«Non è una sorpresa che Opportunity non abbia trovato argilla mentre esplorava» spiega James Wray della School of Earth and Atmospheric Sciences. «Non sapevamo che esistessero anche su Marte prima dell'atterraggio del rover. Opportunity non può quindi avere gli stessi strumenti che si sono rivelati molto efficienti a rilevare l'argilla dall'orbita».
Al centro del cratere Endeavour vi sono depositi ben più estesi di quelli del cratere Eagle, dove il rover è atterrato. Secondo gli scienziati, qui i materiali argillosi erano abbondanti nel passato, ma sono poi stati spazzati via dall'attività vulcanica di Marte.
«Inoltre, è stato sorprendente trovare minerali argillosi in terreni geologicamente più giovani dei solfati» spiega Dobrea. Secondo i modelli più diffusi, la maggior parte dei minerali argillosi marziani si sono formati quando l'acqua era più alcalina. Essendosi poi acidificata a causa del vulcanismo, i solfati sono poi diventati l'alterazione mineralogica predominante.
«Ciò ci costringe a riguardare le nostre ipotesi attuali sulla storia dell'acqua su Marte» aggiunge Dobrea.
Il rover Opportunity aveva il compito di sopravvivere circa tre mesi sull'arida superficie marziana, e oggi, a nove anni di distanza, è ancora attivo, ma non può più contare sui due suoi strumenti mineralogici. Per questo, deve scattare foto con la fotocamera panoramica e analizzare gli obiettivi con uno spettrometro.
«Finora siamo stati in grado di identificare depositi argillosi solo dall'orbita» afferma Wray. «Se Opportunity ne trovasse un campione, saremmo in grado di determinare come la roccia si è formata, ad esempio in un lago profondo, in una bassa palude oppure in un sistema vulcanico».
Wray è membro del team di Curiosity, il rover che sta esplorando la parte opposto del Pianeta rosso con le tecnologie più avanzate attualmente disponibili. 
«Minerali argillosi su Marte? Ce ne sono ben più di quanto pensiamo» «Minerali argillosi su Marte? Ce ne sono ben più di quanto pensiamo» Reviewed by Pietro Capuozzo on 21.12.12 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.