L'America festeggia il 50esimo anniversario dell'inizio dell'esplorazione planetaria

Cinquant'anni fa, in un giorno qualsiasi di metà Dicembre, la sonda americana Mariner 2 passò accanto al pianeta Venere: era la prima volta che una sonda compiva con successo un incontro ravvicinato con un altro pianeta. A 58 milioni di chilometri, sul pianeta Terra l'America festeggiava il vero inizio del suo programma di esplorazione spaziale, dopo numerose pietre miliari raggiunte dai sovietici negli anni precedenti. Ora, 50 anni dopo, l'America e la NASA festeggiano quell'importante successo.

Da sempre, quasi tutte le sonde americane sono progettate e costruite al Jet Propulsion Lab di Pasadena, in California. «Il JPL ha sempre tentato il tutto per tutto per la NASA e per la nostra nazione» ha commentato il suo direttore, Charles Elachi. «Porre nuovi record per l'America è tra i traguardi di cui andiamo più fieri».
Il clima al tempo di Mariner 2 era tesissimo, anche dentro i laboratori del JPL. L'America doveva entrare in partita subito, per cercare di pareggiare il punteggio con i russi. Il JPL dovette progettare e costruire tre sonde Mariner in un anno, con rigidissimi limiti di peso.
Mariner 1 fu un clamoroso insuccesso. Pochi secondi dopo il lancio, il razzo vettore iniziò a sbandare incredibilmente. Dopo quattro minuti e 53 secondi dal decollo, i tecnici premettero il pulsante di auto-distruzione.
Il 27 Agosto 1962 decollò Mariner 2. In un primo momento, la storia sembrò ripetersi: il razzo incominciò a roteare su se stesso, senza rispondere ai comandi. Ma la sonda fece dei veri e propri miracoli, risolvendo automaticamente il problema elettrico dopo un minuto.
Ma i problemi non finirono qui: nel lungo viaggio per Venere, un pannello solare smise di funzionare due volte e un sensore indispensabile per localizzare la Terra non si comportò come previsto. Avvicinandosi a Venere, le temperature incominciarono a farsi incredibilmente elevate – troppo elevate. I tecnici avevano il forte timore che la sonda si sarebbe cotta prima di raggiungere Venere.
Il 14 Dicembre 1962, Mariner 2 sorvolò Venere a una distanza di 34675 chilometri, lasciando a bocca aperta gli scienziati che ormai la davano per spacciata. Gli apparecchi scientifici nei laboratori del JPL incominciarono a stampare enormi fogli con tutti i dati raccolti dalla sonda.
Mariner 2 studiò così l'atmosfera di Venere, il suo campo magnetico, la sua massa, la sua attrazione gravitazionale e molto altro ancora. Ma l'avventura di Mariner 2 in giro per il sistema solare non era finita qui: la sonda raccolse i primi dati sul vento solare, studiò i micrometeoriti e l'ambiente di radiazioni, oltre a misurare accuratamente la lunghezza di un'unità astronomica.
In quei giorni ricchi di fallimenti da tutte e due le parti, Mariner 2 fu un successo strepitoso, quasi indescrivibile. Jack James, project manager della missione, affermò che: «ci saranno altre missioni per Venere, ma non ci sarà mai un'altra missione per Venere per la prima volta». James ci ha lasciati nel 2001.
Il progetto Mariner continuò, raccogliendo altrettanti successi: le sei sonde successive esplorarono, oltre a Venere, i pianeti Marte e Mercurio.
Ma l'America non si è fermata lì, e ora il nome Mariner è solo un successo tra moltissimi altri. Ma di certo, è l'unico primo successo.
L'America festeggia il 50esimo anniversario dell'inizio dell'esplorazione planetaria L'America festeggia il 50esimo anniversario dell'inizio dell'esplorazione planetaria Reviewed by Pietro Capuozzo on 13.12.12 Rating: 5
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