Cassini impara un nuovo trucco per scoprire esopianeti abitabili

Per sette anni, uno strumento a bordo della sonda Cassini ha raccolto preziose informazioni sui cicli meteorologici e sugli anelli di Saturno e sulla composizione degli idrocarburi sulla superficie e nell'atmosfera di Titano. Ora, questo strumento – lo spettrometro VIMS – ha imparato un nuovo e utile trucco per studiare gli esopianeti.
Dalla sua posizione in orbita attorno Saturno, lo spettrometro ha seguito il percorso di Venere lungo il disco solare, un fenomeno simile a quello osservato da noi qui sulla Terra qualche mese fa. Ma questa è stata la prima volta che una sonda ha osservato il transito di un pianeta del nostro sistema solare da ben oltre l'orbita terrestre.
Cassini ha raccolto dei dati – non ancora pubblicati – sulla luce del Sole filtrata attraverso l'atmosfera di Venere, cercando le firme di particolari elementi nello spettro. Eppure, lo scopo principale non era studiare Venere, ma verificare la capacità dello spettrometro di osservare pianeti al di fuori del nostro sistema.
«L'interesse delle analisi infrarosse degli esopianeti è esplosa negli anni successivi al lancio di Cassini, quindi all'epoca non avevamo idea che avremmo chiesto a VIMS di imparare questo nuovo trucco» ha commentato Phil Nicholson della Cornell University. «Ma VIMS ha lavorato così bene attorno a Saturno che possiamo iniziare a pensare di fargli fare altre cose».
VIMS avrà quindi ora il compito di confermare i dati ottenuti da altri telescopi spaziali americani, come Hubble e Spitzer. Gli scienziati sperano di poter usare questo spettrometro per raccogliere le eventuali firme di metano nelle atmosfere degli esopianeti alle lunghezze d'onda del vicino infrarosso.
Bisognerà però puntare VIMS esattamente in direzione della stella, in modo da farla comparire completamente nel campo visivo dello strumento. Ma lo spettrometro si è già allenato in questo: quest'anno ha infatti assistito al transito dell'esopianeta HD 189733b attorno alla sua stella.
Inoltre, in Aprile VIMS aveva dimostrato un'altra sua capacità nascosta: osservare e studiare le spaccature sulla superficie di Encelado. Non potendo studiare le emissioni termiche di Titano in quanto troppo fredde (minori infatti dei 200 gradi Kelvin a cui lo strumento opera), VIMS è stato in grado di ottenere interessanti dati sulle spaccature di Encelado, che vanno ad aggiungersi a quelli già ottenuti in passato dallo strumento sugli hotspots e sulle nubi turbolente di Saturno.
«Per la prima volta, siamo stati in grado di osservare i getti partire da piccolissimi hotspots sulla superficie di Encelado» ha commentato Bonnie Buratti del JPL. «Queste nuove osservazioni sono un indizio a favore dell'esistenza di acqua sotto la sua superficie».

VIMS è uno dei 12 strumenti a bordo di Cassini, lanciata nel 1997 e in orbita attorno a Saturno dal 2004.
«Abbiamo costruito Cassini per essere resistente, e siamo contenti che la sonda sia sopravvissuta a tutte le condizioni estreme del sistema di Saturno» ha commentato Robert Mitchell del JPL. «E non è stanca da non poter provare qualcosa di nuovo».

© immagine
NASA/JPL/University of Arizona
Cassini impara un nuovo trucco per scoprire esopianeti abitabili Cassini impara un nuovo trucco per scoprire esopianeti abitabili Reviewed by Pietro Capuozzo on 22.12.12 Rating: 5
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