Osservare il cuore di un quasar



Un team internazionale di astronomi è riuscito a penetrare con lo sguardo fin dentro al cuore di un quasar, con una precisione senza precedenti. L'incredibile successo è il risultato dell'unione tra il progetto cileno Atacama Pathfinder Experiment (APEX), il Submillimeter Array (SMA) delle Hawaii e il Submillimeter Telescope (SMT) dell'Arizona. Si tratta della prima volta nella storia che un tale esperimento viene eseguito, e si tratta di un raggiungimento fondamentale in vista del progetto "Event Horizon Telescope", che consiste nel fotografare i buchi neri supermassicci che risiedono al centro di alcune galassie fra cui la nostra.

Questi tre potentissimi telescopi hanno unito le loro forze e il risultato è stato senza precedenti: mai si era raggiunta una tale precisione nell'osservare il centro di una galassia così lontana. Il quasar 3C 279 contiene un buco nero supermassiccio che vanta ben un miliardo di masse solari. E' così lontano che la sua luce impiega 5 miliardi di anni per raggiungere il nostro pianeta, e quindi lo vediamo com'era 5 miliardi di anni fa.
APEX è, a sua volta, l'unione tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e l'ESO.
I telescopi sono stati uniti grazie a una tecnica nata negli anni '60 e nota come VLBI, ossia Very Long Baseline Interferometry. In sostanza, grazie a questa tecnica si fondono i vari telescopi ottenendo un telescopio gigantesco. Più i telescopi sono lontani tra loro, più sarà grande il telescopio virtuale. I tre osservatorii usati in questo esperimento distano rispettivamente 9447, 7174 e 4627 chilometri. Questa tecnica è stata anche usata per avere la conferma che le placche tettoniche si muovono, che i giorni non durano mai 24 ore precise e che la Terra oscilla e che non si muove esattamente come un mappamondo (vedi questo filmato).
La risoluzione finale è stata pari a soli 28 micro-secondi d'arco, ossia circa 8 miliardesimi di grado. Inoltre, si tratta della prima volta nella storia che osservazioni di questo genere vengono eseguite ad una lunghezza d'onda di soli 1.3 millimetri.
APEX non aveva mai partecipato ad osservazioni che usano la tecnica VLBI prima d'ora. Si tratta del coronamento di tre anni di duro lavoro da parte dei tecnici che hanno costruito e progettato l'APEX, ma sopratutto che hanno lavorato a cinquemila metri d'altezza sulle Ande cilene. 
Per prepararsi a usare questa tecnica per la prima volta, scienziati tedeschi e svedesi hanno installato sull'APEX un nuovo sistema digitale di acquisizione dati, un orologio atomico molto preciso e dei registratori di dati pressurizzati in grado di registrare 4 gigabit di dati al secondo per molte ore di fila anche in condizioni ambientali estreme.
Il successo di questo progetto è molto importante anche perché, proprio accanto all'APEX, è in fase di costruzione il nuovo Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), che utilizza molte delle tecnologie introdotte con il suo vicino. ALMA sarà costituito da 54 dischi con un diametro di 12 metri ciascuno (come quelli usati all'APEX), e in più sarà fornito di 12 dischi minori con un diametro di 7 metri.
Osservare il cuore di un quasar Osservare il cuore di un quasar Reviewed by Pietro Capuozzo on 18.7.12 Rating: 5
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