Una nuova pagina nella storia dell'esplorazione spaziale: la prima capsula privata si aggancia alla ISS

The SpaceX Dragon is berthed to the Harmony module
In questi giorni, stiamo assistendo all'inizio di una nuova era dell'esplorazione spaziale, grazie al primo aggancio nella storia tra la Stazione Spaziale Internazionale e una capsula privata, chiamata Dragon. La capsula è stata incredibilmente catturata dal braccio robotico comandato dall'equipaggio a bordo della ISS e si è agganciata alla stazione.
«Il tempo ufficialmente trascorso dall'inizio della missione è di 3 giorni, 6 ore, 11 minuti e 23 secondi» ha annunciato il commentatore del Centro di Controllo Missione di Houston Josh Byerly, mentre il braccio robotico della ISS catturava la capsula Dragon.
Due ore dopo, i dieci perni del CBM hanno agganciato la capsula al modulo Harmony, mentre la ISS sorvolava le coste occidentali degli Stati Uniti, concludendo una giornata che rimarrà per sempre storica.

Dragon agganciata alla ISS, vista dalla nuova Cupola.
«SpaceX ce l'ha fatta. Sono la prima compagnia privata a lanciare e agganciare una loro capsula alla ISS. Dragon è stata catturata con successo» ha continuato Byerly. 
Dragon è stata lanciata a bordo di un razzo vettore Falcon 9 il 22 Maggio alle 3:44 ora locale di Cape Canaveral, in Florida. In un secondo, SpaceX ha voltato pagina nella storia dell'esplorazione spaziale.

Il decollo della capsula a bordo del lanciatore Falcon 9 (© Ken Kremer).
Il lancio era previsto per il 19 Maggio, ma era stato abortito all'ultimo secondo – letteralmente – perché, a motori già accesi, un computer si era improvvisamente spento in quanto aveva rilevato una pressione molto elevata in uno dei nove motori Merlin 1 del primo stadio. Anche per questo ritardo, la gioia tra dei membri del team dopo il lancio del 22 Maggio è stata ancor più immensa. «Ogni particella di adrenalina presente nel mio corpo è stata rilasciata in quel momento» ha commentato Elon Musk – fondatore, direttore e CEO della SpaceX – alla conferenza stampa post-lancio. «Abbiamo dato tutto quello che avevamo. Per noi, è stato come vincere un Super Bowl».
Immaginatevi allora la gioia di Musk quando Dragon si è agganciata con successo alla ISS. «Sembra che abbiamo preso un drago per la coda» ha commentato l'astronauta Don Pettit (Dragon, infatti, significa drago in inglese).
Anche la NASA ha raggiunto il suo obiettivo di ridurre il più possibile i costi del trasporto dell'equipaggio nella bassa orbita terrestre, affidandosi a compagnie commerciali private per stabilire una competizione all'interno del libero mercato – un po' come è accaduto con le industrie aeree nell'ultimo secolo.

Dragon durante uno dei test di avvicinamento alla ISS (© NASA).
L'aggancio del 25 Maggio è avvenuto successivamente ad alcuni test di avvicinamento che hanno consentito alla capsula di "imparare" le manovre in vista dello storico docking alla ISS. Questi test sono stati eseguiti a circa 2,4 chilometri dalla ISS.
Nella mattinata del 25 Maggio, alla capsula è stato dato il via libera per entrare nella cosiddetta area KOS – Keep Out Sphere – che dista circa 200 metri dalla ISS.

La capsula ferma a 250 metri dalla ISS, in attesa del via libera per entrare nella sfera KOS.
Durante l'avvicinamento alla ISS, Dragon si è affidata ad alcuni sensori termici e ad un laser LIDAR per determinare la distanza che la separava dalla ISS. La capsula è stata comandata dal team della SpaceX, che ha operato da Hawthorne, in California. Dragon si è avvicinata molto lentamente alla ISS, fermandosi più volte (a 250, 200, 150 e 70 metri dalla ISS) per controllare che tutti gli apparati funzionassero perfettamente. Raggiunti i 30 metri dalla Stazione, la capsula si è dovuta fermare nuovamente e attendere il via libera per avvicinarsi ancor di più. Raggiunti i 10 metri, si è fermata definitivamente, per evitare di schiantarsi con la ISS e causare un cambio di rotta della Stazione molto pericoloso. A questo punto, è entrato in campo il braccio robotico.

La capsula mentre viene catturata dal braccio robotico (© Nasa TV).
«L'equipaggio è pronto per catturare Dragon» ha confermato l'astronauta Kuipers, che ha ricevuto dal Centro di Controllo Missione la risposta: «Avete il via libera per la cattura».
Vi è però stato un ritardo di due ore, causato da un errore nei dati del sistema LIDAR. Questo errore è probabilmente stato causato dall'influenza del modulo giapponese Kibo, e ha costretto il team di SpaceX a calibrare nuovamente l'unità e, alla fine, di spegnere l'intero sistema in quanto non era del tutto affidabile anche dopo la calibrazione.
Gli ingegneri di volo dell'Expedition 31 Don Pettit e Andre Kuipers hanno lavorato in tandem dalla nuova Cupola della ISS per comandare il braccio robotico Canadarm 2, che ha catturato e agganciato Dragon alla ISS.

Pettit e Kononenko all'interno della capsula (© Nasa TV).
Ieri, infine, gli astronauti hanno aperto gli sportelloni della capsula e sono entrati all'interno di Dragon, mentre la ISS sorvolava il Mar di Tasman – tra l'Australia e la Nuova Zelanda – a 407 chilometri di altitudine. Il primo astronauta ad entrare nella capsula è stato lo stesso Pettit, seguito dal cosmonauta Oleg Kononenko. E' evidente che l'equipaggio aspettava con ansia questo momento, in quanto gli sportelloni sono stati aperti con ben due ore di anticipo rispetto all'orario stabilito.

La ISS vista dalla capsula Dragon (© SpaceX).
Dragon trascorrerà circa una settimana agganciata alla ISS, prima di tornare sulla Terra con un paracadute. La sonda atterrerà nell'Oceano Pacifico, al largo delle coste della California.
Per questo primo volo sperimentale, Dragon è stata caricata con oltre 460 chilogrammi di cibo, acqua, vestiti ma anche equipaggiamento scientifico e esperimenti sviluppati da alcuni studenti.
SpaceX ha investito circa 1,2 miliardi di dollari statunitensi per sviluppare sia il lanciatore Falcon 9 che la capsula stessa. La compagnia ha ricevuto circa 381 milioni di dollari di finanziamento dalla NASA, grazie all'iniziativa Commercial Orbital Transportation Services (COTS).
Oltre ad essere la prima capsula privata ad agganciarsi alla ISS, si tratta anche del primo veicolo statunitense a visitare la Stazione dopo la fine dell'era Space Shuttle. Dragon rimpiazzerà parzialmente quest'enorme lacuna nell'industria spaziale americana, causata dagli enormi tagli nei fondi della NASA operati dai politici statunitensi. Ad oggi, la ISS è nelle soli mani dell'industria russa, che sta avendo inoltre grossi problemi.
La prima vera missione Dragon di rifornimento alla ISS avverrà entro la fine dell'anno, probabilmente in autunno.
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