Un nuovo strumento per l'osservatorio Keck

Le galassie Antenne viste da MOSFIRE (© immagine: W. M. Keck Observatory).
Pochi giorni lo strumento MOSFIRE ha aperto gli occhi per la prima volta nella sua vita, mettendosi subito all'opera nell'osservatorio hawaiiano W. M. Keck. Lo strumento ha già aperto le finestre che danno sullo splendido panorama dell'Universo, fotografando le Antenne – due galassie interagenti – e tanto altro ancora, in attesa che venga utilizzato in una vera e propria campagna scientifica.
MOSFIRE – ossia Multi-Object Spectrometer for Infra-Red Exploration – opera nelle lunghezze d'onda della luce infrarossa, e sarà uno strumento prezioso per i due telescopi di 10 metri ciascuno che compongono quello che può essere facilmente definito come «l'osservatorio terrestre più produttivo al mondo».
Schema dei diversi apparati di MOSFIRE.
Le lunghezze d'onda in cui opera – che si trovano leggermente dopo il rosso nello spettro visibile – hanno rivoluzionato l'astronomia perché, raccogliendo le emissioni termiche degli oggetti celesti, sono in grado di osservare ciò che si nasconde oltre le dense nubi di gas e polveri interstellari che altrimenti risulterebbero imperscrutabili. E' proprio grazie ai telescopi infrarossi, infatti, che siamo stati in grado di documentare una piccola frazione della nascita delle stelle.
Questi strumenti, dato che rilevano le emissioni termiche, devono essere tenuti a temperature glaciali per non confondersi con il proprio calore. MOSFIRE, ad esempio, sarà tenuto in un ambiente a temperature di 153 gradi centigradi sotto lo zero.
M82 vista da MOSFIRE (© immagine W. M. Keck Observatory).
MOSFIRE sarà anche in grado di osservare corpi celesti lontanissimi, compiendo lunghi viaggi che lo riporteranno indietro nel tempo fino a quando l'Universo aveva 'appena' pochi miliardi di anni. La luce emessa dalle stelle che popolavano quel periodo è stata 'spostata verso il rosso', ossia la frequenza della luce si è abbassata rispetto a quando è stata emessa. Questo fenomeno è noto appunto come 'spostamento verso il rosso', o 'redshift', e, dato che MOSFIRE opera proprio in queste frequenze, può rilevare emissioni che altri telescopi non sarebbero in grado di osservare.
Uno degli obiettivi di MOSFIRE sarà studiare le nane brune, 'stelle morte' dotate di temperature molto simili a pianeti e che non sono state in grado di generare dei processi di fusione nucleare.
Questo strumento è dotato delle migliori tecnologie reperibili sul mercato: è in grado di osservare fino a 46 oggetti diversi contemporaneamente e può cambiare l'oggetto visualizzato in pochi minuti, mentre un telescopio normale vi impiega interi giorni.
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