Una nuova missione verso un asteroide nel 2016

La Nasa sta progettando una sonda che dovrà raccogliere dei campioni dalla superficie di un asteroide. Questa sonda decollerà attorno al 2016 e ci aiuterà a capire i complessi e sibillini meccanismi che regolavano il nostro sistema planetario quando era ancora giovane e come vi si è formata (oppure insediata) la vita. La missione, che è stata chiamata OSIRIS–REx (Origins–Spectral Interpretation–Resource Identification–Security–Regolith Explorer), sarà la prima americana a raccogliere i campioni dell'asteroide e a riportarli direttamente a Terra (la prima in generale infatti è stata la giapponese Hayabusa).
«Questo è un passo fatidico per raggiungere gli obiettivi formulati dal Presidente Obama per estendere la nostra portata oltre la bassa orbita terrestre ed esplorare lo spazio profondo» ha detto in una recente orazione l'amministratore della Nasa Charles Bolden. «Sono le missioni robotiche come queste che asfalteranno la strada alle future missioni spaziali umane verso asteroidi e altre destinazioni dello spazio lontano».
La Nasa ha analizzato tre diverse missioni, per poi scegliere – come ormai avrete capito – la missione OSIRIS-REx. Gli «avversari» erano una missione diretta verso la faccia nascosta della Luna (con biglietto di ritorno incluso) e una la cui destinazione era la superficie di Venere.
Gli asteroidi sono piccoli agglomerati di gas e polveri interplanetarie formatisi durante l'era della nebulosa solare, ossia 4,5 miliardi di anni fa. La teoria delle nebulose solari è una delle ipotesi più accettate riguardo la formazione dei sistemi planetari come il nostro. Perciò possiedono il materiale originario della nebulosa solare e perciò sono molto interessanti da un punto di vista cosmogonico.
OSIRIS-REx viaggerà nel sistema solare per quattro anni, per poi incontrare l'asteroide 1999 RQ36 nel 2020. Quando raggiungerà una distanza di 3 miglia dall'asteroide (4,82 chilometri c.a.), inizierà a mappare meticolosamente la superficie dell'asteroide per sei mesi. Così l'équipe che lo controllerà potrà selezionare il miglior luogo d'atterraggio dove la sonda raccoglierà i campioni con il suo braccio robotico. La sonda atterrerà successivamente sul nostro pianeta nel 2023. La missione, escludendo il veicolo di lancio, dovrebbe costare approssimativamente 800 milioni di dollari statunitensi, ossia circa 550 milioni di euro.
I campioni saranno contenuti in una capsula che atterrerà all'Utah's Test and Training Range. Il suo design presenterà ben poche discrepanze da quello della sonda Stardust, che ci diede le prime particelle della comete Wild 2 nel 2006. 
L'asteroide in questione è inoltre in possibile rotta di collisione con la Terra nel 2182.
Buona fortuna, Osiris!
Una nuova missione verso un asteroide nel 2016 Una nuova missione verso un asteroide nel 2016 Reviewed by Pietro Capuozzo on 31.5.11 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.