Scoperta una «super-Terra», avvenimento storico


E' stata divulgata molto recentemente una notizia fatidica nel campo dell'esobiologia. E' stata pubblicata sul meticoloso sito della Nasa, e riguarda la scoperta del primo pianeta potenzialmente abitabile, che glossato vale a dire il primo esopianeta le cui condizioni sono tali che potrebbero ospitare la vita.
La scoperta è opera di un'équipe alquanto veterana dell'Università di California, in associazione con l'Istituto Carnegie a Washington. Il pianeta, secondo gli astronomi, è tre volte la massa della Terra ed orbita la sua stella ad una distanza affine alla nostra rivoluzione attorno al Sole.

Questa incredibilmente rilevante scoperta è il risultato di oltre un decennio di accurate osservazione del solerte telescopio hawaiiano Keck I. La ricerca, sponsorizzata dalla Nasa e dalla Fondazione Nazionale della Scienza americana, ha stabilito che l'ubicazione del pianeta rispetto alla stella è tale che esso potrebbe ospitare acqua allo stato liquide. Se avverrà l'attesa conferma, sarebbe il pianeta con il più alto potenziale per ospitare la vita mai scoperto.

Gli astronomi congetturano che un pianeta «potenzialmente abitabile» potrebbe sostenere la vita, non necessariamente umana. L'insediamento di specie intelligenti dipende da un coacervo di fattori, ma la presenza di acqua e di un'atmosfera lo rendono molto peculiare e perciò interessante.

Le prime immagini sono state riprese minuziosamente dallo spettrometro HIRES del Keck I. Per 11 anni gli astronomi hanno monitorato il movimento radiale della stella e una sua eventuale interruzione di emissione di luce. Entrambi i dati confermerebbero la presenza di un pianeta, e l'ultimo sarebbe il risultato del moto del pianeta che blocca la luce.

«Le lunghe osservazioni di Keck hanno confermato la presenza di questo sistema planetario molto fitto,» asserisce Mario Perez, scienziato alla sede Nasa di Washington. «Keck si è dimostrato ancora una volta un ottimo aiuto per le ricerche scientifiche.»

La ricerca è stata guidata da Paul Butler, del Carnegie Institution, e da Steven Vogt, professore di astronomia e astrofisica all'Università di California. Quest'ultimo afferma che «le nostre scoperte offrono agli scienziati un caso più unico che raro.» Successivamente assicura che «i pianeti potenzialmente abitabili devono essere molto comuni, se ne abbiamo trovato uno così in fretta e così vicino.»

La scoperta di due nuovi pianeti orbitanti Gliese 581 è stata pubblicata dall'Astrophysical Journal. Con questa scoperta, i pianeti del sistema planetario di Gliese 581 diventano 6, il che lo porta ad essere il più fitto “esosistema”.
Come già asserito, il pianeta in questione è poco più di tre volte la nostra massa ed orbita la sua stella in meno di 37 giorni. Da alcuni astrusi dati scientifici gli astronomi hanno calcolato che la sua superficie dovrebbe essere rocciosa e che la gravità è tale da consentire al pianeta di avere una spessa atmosfera.
Un altro dato atipico è il suo movimento rispetto alla stella. Esso determina la presenza, sul pianeta, di un lato perpetuamente illuminato, e di uno perennemente al buio. Per immaginare questo sibillino concetto, basta pensare alla Luna: se noi fossimo una stella, il nostro satellite avrebbe un versante sempre illuminato e uno no, dato che ci espone sempre la stessa faccia.

Gliese 581 è ubicata a 20,476 anni luce della Terra, in direzione della costellazione Libra. Alcuni pianeti, come il c, sono molto vicino alla stella. Al contrario, il pianeta d ed altri sono verso la zona esterna e fredda del sistema. D potrebbe però godere, secondo alcuni scienziati, di un'atmosfera, e quindi di un effetto serra che riscaldi la sua superficie. Molti restano però scettici.
Scoperta una «super-Terra», avvenimento storico Scoperta una «super-Terra», avvenimento storico Reviewed by Pietro Capuozzo on 1.10.10 Rating: 5
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