Pianeti che potremo chiamare "Terra" - parte 1

L’articolo seguente è stato tradotto e rielaborato da un articolo di Dimitar Sasselov e Diana Valencia (Scientific American, Agosto 2010)

Immaginate di essere distesi su un prato. E’ notte, e una piacevole quanto appena percettibile brezza vi lambisce. Dirigete il vostro attento sguardo verso una precisa stella del Firmamento. Siete a conoscenza che attorno a quella stella orbita un pianeta peculiare e speciale. Sebbene non lo vediate - la stella stessa si può discernere a fatica -, sapete che le sue dimensioni sono molte volte maggiori rispetto a quelle della Terra e che, come la Terra, è composto precipuamente da roccia. La sua superficie è scossa da sporadici terremoti e ricoperta da vasti oceani. La sua atmosfera non è molto diversa rispetto a quella che respiriamo ogni giorno, e nel suo cielo imperversano frequenti temporali e dense nubi prodotte da eruzioni vulcaniche. Ma, principalmente, sapete che gli scienziati ritengono che ospiti la vita, e sono decisi ad andare a cercala.

Questo utopico scenario potrebbe materializzarsi entro il prossimo decennio. Sebbene la maggior parte dei 450 pianeti extra-solari individuati siano colossi paragonabili a Giove, gli astronomi scoprono via via sempre più pianeti analoghi alla Terra. E la sonda Nasa Keplero, un «cacciatore di pianeti» lanciato nello spazio l’anno scorso, ne troverà altri.


Ovviamente, questi appartati mondi sono distanti da noi svariati anni-luce, cosicché anche i più avanzati strumenti non possono in realtà discernere elementi sulla loro superficie - nuvole, vulcani o montagne - e, probabilmente, non ci riusciranno mai. L’unica cosa che i nostri potenti telescopi possono fare è individuare la presenza di questi esopianeti indirettamente, calcolando più o meno meticolosamente la loro massa e la loro orbita. In casi eccezionali, possono anche fornirci un loro approssimativo diametro e, raramente, qualche altro dettaglio. Nel caso si tratti di corpi mastodontici, allora - forse - saremmo anche in grado di stabilirne la composizione atmosferica e le dinamiche dei venti.

Questo è molto lontano dal stabilirne qualsiasi dato sulla geologia, sulla chimica e altri campi. Con questi pochi dettagli, gli scienziati possono sorprendentemente tracciare un accurato ritratto di questi arcani, usufruendo di modelli teorici, simulazioni computerizzate e anche esperimenti in laboratorio, combinati con le nostre conoscenze sulla Terra e sugli altri oggetti celesti del nostro sistema planetario.

In queste ricerche si modellano i pianeti in questione con una composizione affine a quella terrestre. E si scopre spesso che pianeti considerevolmente più massicci della Terra potrebbero facilmente essere attivi geologicamente e godere di un’atmosfera e un clima propizi alla vita. Infatti, in tutti questi anni di ricerche, gli scienziati hanno dedotto che è molto probabile che la Terra abbia la minima massa che occorre per sostenere la vita. In parole povere, se la Terra fosse stata poco più ridotta, oggi sarebbe aspra e acida come Venere e Marte.

Pianeti che potremo chiamare "Terra" - parte 1 Pianeti che potremo chiamare "Terra" - parte 1 Reviewed by Pietro Capuozzo on 11.8.10 Rating: 5
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