L'arcano che avviluppa l'ambiguo impatto su Giove

Lo scorso 3 Giugno un oggetto, non ancora meticolosamente identificato, ha impattato con la superficie di Giove, fomentando una sfolgorante manifestazione luminosa osservata da due astrofili dilettanti.

E' stato subito vaticinato il coinvolgimento di un asteroide o di una cometa, probabilmente provenienti da ubicazioni remote e appartate della Nube di Oort. Questi drastici fenomeni non sono nuovi, ma sempre imprevedibili o comunque trascurati da scienziati che potrebbero calcolarne minuziosamente e accuratamente l'orbita, dato che non si tratta di una mansione assai astrusa né sibillina.

Un coacervo di astronomi, anche amatori, hanno recentemente puntato i loro potenti telescopi verso il gigante, alla scrupolosa ricerca di una zona di detriti. Macchie o avvallamenti non sono conseguenze utopiche in seguito ad un impatto, anzi, sono inevitabili. Evidentemente il corpo celeste ancora da discernere e classificare non aveva cognizione di questo palese fenomeno e non ha lasciato neanche esigue ed irrisorie tracce del suo vigoroso impatto.

Anthony Wesley, astrofilo australiano e tra i primi illustri scopritori dell'atipico evento, asserisce: “Sembra quasi che sia stato Giove stesso ad inghiottire il tutto”. Le testuali parole di Christoper Go, astronomo filippino, sono affini e quasi analoghe: “E' stato entusiasmante poter riprendere l’evento, ma l’assenza di qualsiasi residuo di detriti è per noi un vero grattacapo”.

Glenn Orton, insigne astronomo planetario, non propugna o patrocina questa congettura: “Ritengo questa eventualità molto improbabile: le sonde della Nasa hanno osservato fulmini su Giove parecchie volte in precedenza, ma solamente sul lato notturno, buio, del pianeta. Questo evento avvenuto alla luce del Sole dovrebbe essere stato più potente di quanto ci si possa immaginare, rispetto ad altri fulmini apparsi in precedenza. Perfino Giove non genera lampi così grandi e potenti”.

C'è poi chi, basandosi sulla supposizione riportata antecedentemente nel testo, ha azzardato l'ipotetica illazione di un lampo dell'atmosfera terrestre che, per ottica, sembrava aver avuto luogo sulla superficie del pianeta aeriforme. Anche questa ipotesi può essere abilmente diffamata, se consideriamo che i due astronomi hanno osservato l'evento da due punti non attigui sulla Terra (Filippine e Australia, addirittura ubicati in due emisferi differenti) e non sono state rilevate minime discrepanze di posizione del chimerico fulmine nei due filmati.

La coincidenza può, a volte, essere determinante per la soluzione di un arcano così ermetico e insolubile. In questo caso, però, non effigia del tutto la soluzione esatta, ma è l'ipotesi più accreditata. L'impatto (solo teorico, per ora) è difatti avvenuto nella zona della fascia equatoriale meridionale che è recentemente scomparsa dalla superficie del pianeta.

Come precedentemente presagito da illustri fonti d'informazione, la banda potrebbe essere solamente stata ricoperta da una densa e corposa concentrazione (un ciclopico agglomerato) di cirri, come abbiamo già discusso in un antecedente articolo.

Secondo Orton, alquanto scrupoloso, i detriti non potrebbero essere imperscrutabili giacché soggiaciono sotto la coltre. Il perché non è articolato da spiegare: dato che abbiamo visto il presunto lampo, ciò sottointende che le candide nubi siano trasparenti o quasi. Se perciò ci fossero dei detriti a seguito dell'impatto, essi potrebbero essere celermente riconosciuti.

“Una cosa è certa - afferma Don Yeomans, scienziato che ha brandito le redini del programma americano NEO - Giove viene colpito più spesso di quanto non avessimo mai pensato. Tornando indietro al momento dell’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 (nella foto a sinistra, i detriti lasciati dall'impatto dI Shoemaker), avevamo calcolato che avremmo osservato un impatto su Giove solo una volta ogni circa cento anni. All’epoca c’eravamo ritenuti parecchio fortunati nell’essere testimoni di tale grandioso impatto. Ma guardiamo a che punto siamo ora: Antony Wesley ha osservato ben due impatti nel giro di appena un anno. E’ dunque giunta l’ora di rivedere i nostri modelli di simulazione degli impatti, soprattutto da parte di oggetti piccoli”.

La ricerca continua...

L'arcano che avviluppa l'ambiguo impatto su Giove L'arcano che avviluppa l'ambiguo impatto su Giove Reviewed by Pietro Capuozzo on 15.6.10 Rating: 5
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