Il vigoroso "zampillo" fuoriuscente dai buchi neri


Non è un fatto atipico riscontrare la presenza di un buco nero supermassiccio e ciclopico al centro di una galassia, dato che ne è stato reperito un numero molto cospicuo. Per i più mastodontici si vaticina una massa milioni di volte quella del  nostro astro, il Sole. 

Si ingrossano "trangugiando" la materia che li avviluppa, fenomeno accondisceso dalla loro portentosa attrazione gravitazionale. E' stato assodato scientificamente che la materia attratta produce una considerevole quantità di energia, di cui solo un'esigua parte sfugge al fatale orizzonte degli eventi e ad allontanarsi celermente dal funesto repentaglio. Essa esce usufruendo di alcuni getti di materia sfolgoranti. 


Parte dell'arcano era stata sfatata con l'ipotesi che la materia fuoriuscita implicasse solo del gas ubicato all'interno della galassia stessa. Studi recenti hanno invece palesato che questo zampillo si espande nello spazia che discerne una galassia dall'altra ed è capace di mutare o addirittura dislocare il gas interstellare ed intergalattico.

Ciò implica che i buchi neri intrattengono interazioni e corrispondenze univoche con lo spazio attiguo e che sono capaci di muovere titaniche quantità di gas intergalattico. Ed è questa la fatidica soluzione all'arcano sul perché, in regioni limitrofe alle grandi formazioni di buchi neri, il gas in questione sia pressoché inesistente.

Gli astrusi e sibillini argomenti trattati sinteticamente in questo articolo sono il frutto di oltre 300 osservazioni di galassie da parte di un équipe di ricercatori del Max Planck Institute di Monaco. La relazione afferma in modo scarno anche la potenza di questi getti: essi riuscirebbero a trasportare enormi quantità di gas interstellare dalla Via Lattea alla galassia di Andromeda.
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