Quando la marea nera si schiera contro la Nasa


E' stata appena terminata la laboriosa costruzione di un serbatoio esterno che verrà affibbiato allo Space Shuttle Discovery, che sarà, in un futuro molto prossimo, dedito a svolgere la sua - ipoteticamente - penultima missione, la Sts-133. La missione successiva, molto probabilmente, sarà destinata a chiudere una meravigliosa era che ha caratterizzato l'esplorazione spaziale. Il serbatoio è attualmente ubicato allo stabilimento Michoud Facility della Lockheed Martin, una rinomata azienda attiva nell'ingegneria aerospaziale, nata dalla fusione della Lockheed Corporation e la Martin Marietta. 
Il serbatoio è stato difatti localizzato in Louisiana, ma, inversamente a quanto si potesse congetturare, non è stato affidato  alla Freedom Star, la nave della Nasa che recupera i serbatoi dei razzi dopo che gli stessi serbatoi si sono disgiunti da esso, l'attuabile incarico di dislocarlo a Cape Canaveral. Il compito è stato delegato ad un comune rimorchiatore commerciale, che adempierà solamente le prime 900 miglia di trasporto, per poi depositare il carico al veterano e tradizionale bastimento.
La Freedom Star infatti si trova nel porto di Gulfport, nel Mississippi, ma era stata bloccata a causa della mastodontica chiazza nera di petrolio che si sta diramando nel Golfo del Messico. Le è stato dato il via libera solo per la seconda tratta di viaggio, poiché è chiaramente più inquinante rispetto ad un rimorchiatore, che però non reggerebbe per tutto il tragitto. 
Quando la marea nera si schiera contro la Nasa Quando la marea nera si schiera contro la Nasa Reviewed by Pietro Capuozzo on 6.5.10 Rating: 5
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