Le due Nubi di Magellano sono italiane

Il nostro pianeta, quasi impercettibile nelle infinità cosmiche, assieme ad un cospicuo numero di astri, è avviluppato dalla mastodontica Nube di Oort. Da essa ci affacciamo ogni giorno, contemplando il Firmamento che adorna il tetro e cupo cielo notturno. Scorgiamo imponente la Via Lattea, una gigantesca e candida scia di stelle che taglia il cielo. Affascinati da tanta bellezza, rivolgiamo il nostro attento sguardo verso delle atipiche e irregolari formazioni bianche, appartate dal resto dell'Universo e assimilabili a sfolgoranti annodature. Sono le galassie a noi più attigue e luminose: le due Nubi di Magellano, erroneamente e nebulosamente attribuite al navigatore portoghese.

La loro scoperta, o, almeno, quella della più grande, è stata invece datata a molti secoli prima quando, nel remoto 964, il persiano Abd al-Rahman asserì, nel suo Libro delle Stelle Fisse, alla scoperta della Large Macellanic Cloud (LMC), denominandola come "bue bianco", dall'arabo al-Bakr. Egli precisò minuziosamente che essa non era visibile da Baghdad, ma se ne percepiva la presenza solo dallo stretto di Bab-el-Mandeb, nel Mar Rosso. La nube è difatti visibile solo dal 15° parallelo nord in giù, indi per cui rimase un arcano per gli illustri astronomi europei.

Pietro Martire d'Anghiera (1457-1526), storico ed ecclesiastico dalle origini piemontesi, fu il primo europeo a ravvisarne la presenza. Divenne cappellano alla corte dei Re spagnoli Ferdinando e Isabella, ed ebbe il fortuito privilegio di incontrare grandi esploratori, quali Colombo, Vespucci, Vasco da Gama e Magellano. Le sue osservazioni, accuratamente annotate nel suo De Orbe Novo, sarebbero state effettuate, secondo recenti scoperte, bensì da un suo contemporaneo, Antonio Pigafetta, reduce dalla drastica, avversa ma gloriosa circumnavigazione del globo, nella quale lo stesso Magellano vi perse la vita.

Soli quattro anni prima, l'insigne navigatore fiorentino Andrea Corsali aveva inviato a Giuliano de' Medici, figlio d scrupolosamente i Lorenzo il Magnifico, delle lettere, descrivendo le due nubi che aveva meticolosamente e osservato. Corsali solcò tutti i mari del Sud e, spingendosi verso il terso Oceano Indiano, scoprì per la Nuova Guinea, intuendo anche la presenza di un continente quasi contiguo, l'Australia, che sarebbe stato scoperto solo nel 1778 da James Cook. Si stabilì successivamente in Etiopia, ove importò la stampa a caratteri mobili di Gutenberg.

Così finisce una storia che si perde nel tempo, diramandosi in tutte le culture: la scoperta delle Nubi di Magellano.
Le due Nubi di Magellano sono italiane Le due Nubi di Magellano sono italiane Reviewed by Pietro Capuozzo on 22.5.10 Rating: 5
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