Le 8 Meraviglie del Sistema Solare vagliate dal Scientific American

E' stato recentemente pubblicato sull'insigne e rinominata rivista americana Scientific American, tra i più "veterani" e prestigiosi periodici scientifici, un interessante articolo riguardante le 8 meraviglie del Sistema Solare, scelte accuratamente da Edward Bell, a seguito di una lunga ponderazione. Ponderazione che ha però dato vita ad un stupendo reportage direttamente proveniente dallo spazio, con sfavillanti illustrazioni di Ron Miller, di cui siamo però in grado di fornirvene solo alcune. Vi abbiamo tradotto l'intero articolo, che vi riproponiamo in questo post.

1 - Gli anelli di Saturno.
Errando nella troposfera di Saturno, contemplate la magnifica struttura di anelli che vi sovrasta. Nell'Universo che oggi conosciamo è arduo ritrovare ambienti così stupefacenti. I candidi e ghiacciati anelli si ergono per 75.000 chilometri sopra di voi. Sono talmente sfavillanti e balenanti che illuminano tutto accanto a voi. Potete scorgere facilmente almeno sei sottili falci di satelliti. Il Sole tramontante si infrange con impeto contro i cristalli di ammoniaca sospesi nell'aria, dando origine ad un mastodontico parelio. Venti che raggiungono velocità pari a 1500 chilometri all'ora ti sfrecciano vicini: sono, dopo quelli di Nettuno, i più veloci del Sistema Solare. Più di 30000 chilometri sotto di te è ubicato un gigantesco oceano di idrogeno agli stati liquido e solido, ove la pressione è talmente potente che nessun essere umano potrebbe resistervi.

2 - La Grande Macchia Rossa di Giove
E' un luogo da persone avventate, sconsigliabile a tutti, ma allo stesso tempo stupendo. L'avrete capito, stiamo parlando della Grande Macchia Rossa, una tempesta che si erge egemonicamente di otto chilometri sulle altre nubi vicine. Solo un'esigua porzione di essere è visibile dalla nostra postazione. Potenti fulmini che potrebbero distruggere intere città si infrangono impetuosi e veementi sulle nubi inferiori, illuminando la cupa atmosfera. Al di fuori della ciclopica tempesta turbinano venti che superano i 400 chilometri all'ora. Il ciclone rotea in senso antiorario, completando una circonvoluzione ogni settimana. Le turbolenze causate da questo atipico fenomeno sono brutali, il suono rintronante. Almeno due pianeti con proporzioni analoghe alla Terra potrebbero essere contenute nella Grande Macchia Rossa, la quale imperversa sul gigante rosso da almeno 400 anni. Nessun segno asserisce alla sua prossima scomparsa.

3 - Valles Marineris, Marte.
Conosciamo vecchie novelle di uomini che si inchinavano ossequiando il Grand Canyon, piangendo al suo cospetto. E quindi, è lecito porsi un fatidico punto interrogativo: come si comporterà il primo essere umano quando passeggerà ramingo sul bordo della Valles Marineris? Le sue dimensioni, anch'esse mastodontiche, misurano 6.5 chilometri di profondità e altrettanti di larghezza, fino al punto che in alcune zone non si discerne nemmeno l'altro versante. La gigantesca incrinatura tettonica raggiungerebbe abilmente la California se partisse da New York, quasi 4500 chilometri di lunghezza: una lacerazione nella superficie di Marte dalle proporzioni cospicue, se non titaniche e ciclopiche. Mentre ad un'estremità il Sole scaturisce nel cielo all'alba, l'altro opposto dovrà aspettare ancora sei ore per osservare il comune fenomeno, giacché la Valles Marineris si stende per un quarto del diametro del Pianeta Rosso.

4 - I geyser di Encelado

Lo presagiamo prima di vederlo: una tetra deflagrazione, che si riverbera nel lugubre ambiente come se fosse uno sfolgorante raggio di luce. Ma la vaticiniamo solo per un violento tremolio del suolo, dato che l'atmosfera soffoca ogni rumore. Un pennacchio d'acqua bollente zampilla con furore dalla superficie di Encelado, scagliando in aria cristalli di ghiaccio ad oltre 1600 chilometri all'ora. La "silenziosa veemenza" è illuminata dal remoto Sole. La gravità del sesto satellite di Saturno per grandezza è inferiore di circa 96 volte quella che caratterizza il nostro pianeta.

5 - I geyser di Tritone
Attenzione: data la scarsità di immagini rintracciabili, la foto effigia bensì Encelado.
Appena in prossimità del satellite nettuniano dotato della mole più cospicua, denotiamo colossali geyser che si ergono per decine di chilometri, probabilmente composti da idrogeno ghiacciato e materia organica dalle sfumatura scure. Questi fragorosi geyser possono essere abilmente uditi da chilometri di distanza, dato che si innalzano per 8000 metri nella sottile atmosfera della luna, prima che vengano trasportati lontano da insidiosi e avversi venti che spirano attigui. Metano e idrogeno congelati avviluppano interamente la superficie del corpo celeste, che raggiunge picchi di temperature pari a -200 °C.

6 - Le montagne della luce eterna, Luna
Non molto lontano dalla Terra, sul nostro stesso satellite, grazie ad atipiche condizioni, si può contemplare un paesaggio unico nel suo genere. Scoperto nel 1994, attiguo al cratere denominato Peary, i monti dall'eterna sono l'unico luogo del Sistema Solare ove il Sole non tramonta mai, sebbene sia probabile che regioni analoghe siano ubicate su Mercurio. Questa curiosa e sporadica situazione è consentita dalla impercettibile inclinazione dell'asse lunare se confrontata con il piano della sua orbita e di quella della Terra intorno al Solo. Certamente diventerà, in un futuro non molto remoto, un paesaggio naturalistico inebriante e mozzafiato per i pochi che potranno permettersi voli spaziali non suborbitali ma commerciali come quelli recentemente proposti da varie agenzie. Le escursioni termiche sono pari a soli 20 °C e sempre sopra lo zero termico, e potrebbe esserci una cospicua presenza di acqua allo stato liquido.

7 - Cratere "Herschel", Mimas
Avventati e arditi esploratori che raggiungeranno il rilievo posto al centro del cratere consacrato all'illustre astronomo, si ritroveranno a 6 chilometri rispetto alla piana causata dal ciclopico impatto. I bordi si ergono di soli 5 chilometri, e sullo sfondo è effigiato Saturno, il gigante con gli anelli (sebbene tutti i pianeti gassosi ne siano provvisti), che balena fulgido. E sarà, anche in questo caso, lecito porsi un fatidico interrogativo: com'è che un satellite così minuto abbia resistito ad un impatto con un asteroide largo 13 chilometri.

6 - L'alba su Mercurio.
Al principio del giorno e al crepuscolo sono fenomeno che, se squadrati anche vagamente, rivelano la bellezza infinita della nostra stella, che appare una volta e mezza le dimensioni che possiamo vedere dalla Terra. Il percorso del Sole attraverso il cielo diurno è però contorto e bizantino: dopo essersi fermato a mezzogiorno, torna indietro sui suoi passi, per poi decelerare e tramontare dalla parte opposta. Questo fenomeno è assodato scientificamente e spiegato dal fatto che Mercurio gira su sé stesso tre volte ogni due rivoluzione, perfettamente ellittiche. 

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