Gli anelli di Saturno sono costituiti da acqua ghiacciata


Una nuova e affascinante scoperta ci giunge da un luogo molto remoto, Saturno. Risulta infatti che i suoi anelli - o, quantomeno, i più precipui - sono costituiti perlopiù da acqua allo stato solido. A comunicarci questa ammaliante notizia è la progredita sonda Cassini, che è attualmente dedita ad una missione accuratamente elaborata dalla NASA, dell'ESA e dall'italiana ASI. Questa programmazione è molto vasta, ma è propensa soprattutto a studiare il sistema planetario di Saturno.
E' risultata fatidica e insopprimibile l'adesione italiana, la quale ha raccolto i dati del canale del sofisticato apparecchio Vis di cui è provveduta la sonda Cassini.

A divulgare questo recente ragguaglio è stata la stessa ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, e l'INAF, l'Istituto Nazionale di Astrofisica, asserendo che «grazie ai diversi strumenti, come camere, spettrometri Uv-Vis-Ir, detector di polveri e radio scienza, è stato possibile per il Cassini Rings Working Group, guidato da Jeff Cuzzi di Nasa-Ames tracciare un quadro esaustivo della struttura, composizione, evoluzione e dinamica degli anelli di Saturno».

«Da questi dati - ci illustrano l'ASI e l'INAF - risulta che le particelle degli anelli principali sono costituite per il 90-95% di ghiaccio d’acqua, mentre quelle degli altri anelli e della Divisione di Cassini risultano essere più contaminate probabilmente da carbonio e silicati di origine meteoritica. Uno dei principali misteri degli anelli di Saturno - evidenziano le due istituzioni di ricerca - è la loro caratteristica spettrale: le analisi effettuate nella banda di radiazione infrarossa danno forti indicazioni che siano composti di ghiaccio d’acqua puro». Gli anelli principi, quelli denominati con le lettere A e B, sono i più luminosi. Quest'ultimo si divide in un'infinità di anelli minori, mentre il primo, più verso l'esterno, presenta un numero cospicuo di satelliti pastore e comprende due divisioni successive a quella di Cassini: la Divisione di Enke e quella di Keeler. Gli anelli di Saturno lambiscono i 280000 chilometri di diametro, ma il loro spessore risulta approssimativamente 100 metri. In totale, occupa oltre 44 miliardi di chilometri quadrati e, fin dalla loro scoperta, agli albori dell'astronomia moderna, risalente all'incirca a 400 anni fa (Galileo Galilei, 1610), si sono visti protagonisti di interessanti studi sulle proprietà dinamiche ed evolutive e della composizione chimico-fisica del Sistema solare esterno, ovvero quello occupato dalla mastodontica mole dei pianeti detti gassosi poiché si tratta di agglomerati di materia aeriforme congelata.


Secondo quanto riferiscono le due agenzie, si tratto di «un risultato inatteso, che non rivela tracce della presenza di altri componenti in essi, come ad esempio anidride carbonica, ammoniaca o metano, che pure sono stati osservati in piccole percentuali sulle lune ghiacciate di Saturno». L'arcano è reso più imperscrutabile dalle ultime analisi nella luce visibile, ovvero senza usufruire di apparecchi elettronici. «Gli anelli in questa banda di radiazione -proseguono Asi e Inaf- appaiono decisamente “arrossati” e quindi sensibilmente diversi dal caratteristico colore blu-bianco tipico del ghiaccio d’acqua». 

Dalle indagini alle quali ha preso le redini Gianrico Filacchione dell’Inaf, risulta che «il grado delle sfumature rosse degli spettri nel visibile degli anelli di Saturno sia strettamente legato con l’intensità delle bande del ghiaccio d’acqua osservate nell’infrarosso. Poiché entrambi questi parametri aumentano con lo stesso andamento nelle regioni degli anelli più dense (anelli A e B) si può affermare - deduce lo scienziato italiano - che la natura del materiale che assorbe la radiazione ultravioletta, e dunque il “responsabile” dell’arrossamento osservato, sia strettamente legata al ghiaccio d’acqua delle particelle». 

Gli astronomi congetturano che «un simile effetto si può ottenere mediante limitate quantità di atomi di carbonio o nanofasi di ossido di ferro. Questi importanti risultati indicano che anche gli anelli di Saturno possono contenere particelle di elementi contaminanti, spiegando così in modo naturale un effetto altrimenti misterioso» chiosa Angioletta Coradini, esperta astrofisica e tra i più insigni personaggi dell'Inaf. «Risultati di questo genere sono stati possibili grazie alle notevoli performances dello strumento Vims ed alla dedizione di giovani brillanti come Gianrico Filacchione, recentemente assunto come ricercatore dall’Inaf».

La sonda Cassini continuerà fino al 2017 ad analizzare la composizione chimica di Giove e Saturno, rendendoci noti numerosi ed interessanti dati scientifici come questo, che sono difatti molto utili per l'esobiologia. E, naturalmente, ha compensare la nostra sete di conoscenza. 
Adattato e rielaborato da "Sono di acqua ghiacciata gli anelli di Saturno", Stampa.it
Gli anelli di Saturno sono costituiti da acqua ghiacciata Gli anelli di Saturno sono costituiti da acqua ghiacciata Reviewed by Pietro Capuozzo on 4.5.10 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.