Dopo 76 anni escluso dall'Olimpo dei Pianeti: la triste epopea di Plutone


Già dalla fine del remoto XIX secolo gli astronomi congetturavano l'esistenza di un nono pianeta, giacché dalle orbite degli appartati Urano e Nettuno palesavano evidenti anomalie, come se il loro moto perpetuo intorno al Sole fosse avversato da un altro corpo celeste attiguo ai due pianeti. 

Un insigne e illustre personaggio, in realtà un astronomo dilettante ma molto rinomato, Percival Lowell, rimase estasiato da questa deduzione. Scrutò il cielo per 10 anni, dal suo mastodontico osservatorio in Arizona, fino alla sua funesta morte, nel 1916. La ricerca fu allora sostenuta economicamente dai suoi parenti, e il dirigente dell'osservatorio lasciò le redini della struttura per affidarle a un giovane e cultore astronomo. Nella torrida primavera del 1929, il 22enne Clyde Tombaugh, scandagliava il Firmamento nella utopica e velleitaria ambizione di rintracciare il nono pianeta. Fotografava reconditi angoli del Sistema Solare, per poi analizzare le lastre, adornate da 160 mila puntini. Le schermografie permettevano di rintracciare un qualsiasi movimento, sebbene il lavoro dovesse essere svolto accuratamente e minuziosamente: un sacrificio enorme.

Passarono lenti i mesi, e nessun oggetto irrisorio aveva mutato la propria posizione. Dopo dieci mesi di arduo lavoro, Clyde Tombaugh notò un esiguo movimento, pari a pochi millimetri, di uno del coacervo di puntini che corredavano le lastre. Erano le 16.00 in punto del 18 Febbraio 1930: un momento fatidico nella Storia dell'uomo, che non fu, come ben sappiamo, chimerico, ma avvenne davvero.

Il 13 Marzo, 75° anniversario della nascita di Percivall Lowell, gli astronomi del complesso da lui edificato diedero un solenne annuncio: era stato scoperto il 9° pianeta. 

Fu consacrato ad Ade, dio degli Inferi, terminologia avanzata da una bambina inglese di 11 anni, dopo che gli astronomi avevano ricevuto migliaia di possibili nomenclature. Il pianeta era immerso nell'oscurità, proprio come gli Inferi, lontano dal Sole.

Il nuovo arrivato era anche il più minuto: il suo diametro era pari a 2400 chilometri, minore di sette satelliti, quali la nostra Luna.

L'orbita di Plutone non rammenta neanche vagamente quella dei suoi "colleghi": in 248 anni descrive una monumentale ellissi. Al momento in cui tocca il suo afelio dista dal Sole oltre 7 miliardi di chilometri, al suo perielio ne raggiunge a stento i quattro e mezzo, durante il quale si trova più vicino di Nettuno alla nostra stella. Non orbita sullo stesso piano degli altri pianeti, e da ciò possiamo abilmente dedurre che in questo momento è probabile che si trovi sopra o sotto rispetto alla nostra eclittica. La sua rivoluzione è inoltre inclinato di 17 gradi rispetto agli altri pianeti.

La sua struttura non riecheggia nemmeno nebulosamente quella degli altri pianeti, poiché si trova nella fascia dei pianeti gassosi, mentre la sua superficie è ghiacciata. L'azoto atmosferico, il metano e il monossido di carbonio si solidificano anch'essi, di fronte alle temperature estreme di Plutone: -230°. Quando si avvicina al Sole riesce a catturare qualche infinitesimale raggio, in modo che alcune sostanze tornino aeriformi e creino un ottundimento che oscura il mondo gelato. Queste sostanze ricadono poi ghiacciandosi al suolo assumendo l'aspetto di fiocchi di neve. 

Molti astronomi però ipotizzavano la presenza di altri oggetti celesti transnettuniani. Nel 1980 l'astronomo Julio Fernàndez suppose la presenza di una regione dalle 35 alle 50 volte più lontana dal Sole rispetto alla Terra. Questa zona apparì da subito plausibile e fu denominata Fascia di Kuiper, in onore dell'olandese Gerard Kuiper, che studiò gli oggetti oltre Nettuno.

Estate del 1992, complesso hawaiiano di Mauna Kea, metri 4150: un microscopico puntino non ancora noto alla comunità scientifica compare sulla volta celeste. Ancora più lontano di Plutone. L'anno venturo, a questo oggetto non riconosciuto, se ne aggiunsero altri 12. Nel 2001 gli astronomi ne contavano oltre 300. Oggi sono mille. Plutone non era spaiato dagli altri pianeti. 

Nel 2005 la Nasa annunciò vanaglorioso e millantatrice la scoperta di un nuovo pianeta, il cui diametro superava di oltre 100 chilometri quello di Plutone. Fu consacrato ad Eris, dea greca della discordia, poiché divise la comunità scientifica tra coloro che erano propensi verso Plutone e coloro che erano inclini a toglierlo dalla classificazione di pianeta.

La definizione del concetto di pianeta era attigua, ma per secoli ci si basava sull'intuizione. La parola pianeta deriva dal greco "vagabondo", ovvero tutte quelle luci che alterano la loro posizione nella volta stellata, a differenza delle banali stelle. 

Il fatidico momento si fece aspettare a lungo, ma finalmente arrivò, alle 15:03 del 24 Agosto 2006. Praga, sala dei congressi dell'Unione Astronomica Internazionale. Così ebbe inizio la risoluzione 5A. Essa era scarna e sintetica, condensata in tre precipui concetti. Un pianeta può così essere definito nel caso in cui:

  1.           abbia una massa sufficiente da conferirgli una forma sferoidale
  2.           ruoti intorno al Sole con un'orbita di forma anche vagamente circolare
  3.           abbia "ripulito" la sua orbita da altri corpi celesti

Le prime due nozioni non presentano nessuna dissomiglianza tra Plutone e gli altri pianeti, ma il terzo assioma non è confermato dall'orbita di Plutone: la sua ellissi si snoda nella Fascia di Kuiper, disseminata di esigui asteroidi. 

A Washington, nel Museo Nazionale dell'Aria e dello Spazio, è stato fregiato il pannello espositivo di Plutone in segno di lutto, a Pasadena, gli astronomi del California Institute of Technology si sono agghindati da pianeti e hanno simbolicamente seppellito il loro compagno. La American Dialect Society ha scelto il verbo to pluto per rappresentare l'azione di sminuire o degradare qualcuno o qualcosa.

Approssimativamente 7 mesi prima del congresso dell'UAI, la Nasa ha lanciato la sonda New Horizons, che raggiungerà Plutone nel 2015. Caso fortuito, è alimentata a plutonio.

La sonda ne studierà la composizione interna e la struttura atmosferica, senza trascurare le polveri interplanetarie. La sonda è stata elaborata in modo da essere più ridotta possibile, ma a bordo porta fiera e orgogliosa le ceneri di Clyde Tombaugh...

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