Nasce una nuova classificazione di stelle: le elettrodeboli

Il seguente articolo è copiato da www.scienzamoderna.wordpress.com, sebbene l'autore sia lo stesso.

Anche le stelle hanno un vita. Una vita che appare interminabile, ammettiamolo pure, ma che è delimitata da un inizio e una fine. La durata di questo ciclo vitale varia a seconda della massa che una stella possiede al momento della sua creazione. Le stelle che non sono caratterizzate da mastodontiche dimensioni – è il caso delle nane brune, delle nane rosse, delle nane gialle e delle nane bianche – appaiono più longeve. Al contrario, le stelle più imponenti hanno vita breve: la loro età media è di 1 miliardo di anni, un periodo insignificante rispetto agli 11 miliardi delle stelle esigue. Ciò perché le stelle più grandi hanno una pressione e una temperatura all’interno del nucleo perennemente elevate, e i loro ritmi di combustione nucleare, ovvero di idrogeno ed elio, sono più vigorosi e perciò le componenti si esauriscono prima. La stella più vecchia è nata assieme al Big Bang, 13.7 miliardi di anni fa, al principio dell’Universo.

Le stelle dotate di masse elevatissime periscono e soccombono in stelle di neutroni, provvedute di una densità irrosoria, o creano buchi neri. Le stelle meno dense si evolvono in nane nere. Tuttavia il 95% delle stelle muoiono come nane bianche. Altre ancora esplodono in nebulose planetarie.

Al giorno d’oggi, un drappello di ricercatori della Case Western Reserve University ipotizza che certune stelle masicce possano seguire un altro tipo di vita,  lungo alcuni milioni di anni, sotto forma di stelle elettrodeboli. 

Secondo Glenn Starkman, che ha accuratamente diretto le ricerche, la densità e le temperature estremamente elevate che vengono censite nel corso del fatidico collasso della stella potrebbero portare alla conversione totale dei quark – una particella elementare leggera – in leptoni. L’energia prodotta da questo fenomeno potrebbe interrompere, se sufficiente, il cedimento della stella stessa, eludendole perciò una fine disastrosa.

Una cospicua percentuale dell’energia prodotta dall’impeto e dalla veemenza di queste nuove stelle sarebbe rilasciata sotto forma di neutrini, dalla massa impercettibile. Un’altra frazione dell’energia totale, secondo lo studio pubblicato dal gruppo di ricercatori, sarebbe alterata in radiazione luminosa che dovrebbe portare un’impronta spettrale tale da indicarne l’origine e permetterne la distinzione dalle altre classificazioni di stelle. 

Secondo le analisi di Starkman, la durata della  vita di queste stelle testualmente in dissoluzione dovrebbe essere dell’ordine della decine di milioni di anni, un tempo interminabile se osservato da un occhio umano, ma estremamente breve rispetto alla durata di vita di una stella.

Nasce una nuova classificazione di stelle: le elettrodeboli Nasce una nuova classificazione di stelle: le elettrodeboli Reviewed by Pietro Capuozzo on 8.4.10 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.