Ecceduto il limite di Chandrasekhar?


Una nana bianca adiposa e pingue è esplosa creando quella che gli astronomi hanno classificato come una Supernova Ia. Fino a questo momento niente di atipico, ma manca infatti un dettaglio non trascurabile: questo corpo celeste soverchia cospicuamente il cosiddetto limite di Chandrasekhar, che illustra la mole massima che una stella può avere, schedato a seconda del genere di stella. La massa di una nana bianca, ad esempio, non deve pervenire alle 1,44 masse solari. Questa demarcazione fu calcolata dal fisico indiano-americano Subrahmanyan Chandrasekhar (1910-1995), che vinse difatti nel 1983 il premio nobel nel suo campo scientifico, la ramificazione della fisica.
Questa 'minuzia' è stata argomento di vivaci discussioni tra astronomi e astrofisici. Infatti, quando una stelle oltrepassa anche solo esiguamente questo limite, stando a quanto riportano gli attuali modelli adottati dalla comunità scientifica, il materiale aeriforme degenere di elettroni non sarebbe più all'altezza di soffocare il collasso gravitazionale innescato nella stella, che perciò esplode come supernova. 

E' dall'attiguo 2003 che si osservano in continuazione supernove assai troppo brillanti rispetto alla norma, e perciò vengono denominate Super Chandrasekhar. Per la prima volta nella storia, una frotta di ricercatori statunitensi nonché francesi dediti ad elaborare un progetto affine all'Università di Yale, ha misurato accuratamente la massa di una nana bianca esplosa troppo fulgente. Questa stella, ormai nota come Supernova SN 2007if, è risultata godere di una massa 2,1 volte quella del nostro Sole.
"Non abbiamo peculiari notizie sulla natura delle stelle che determinano la formazione di queste supernove, - asserisce Richard Scalzo, dell'Università di Yale - vogliamo scoprire più informazioni sul tipo di stelle che abbiamo osservato e sul modo in cui si sono formate ed evolute nel tempo".
SN 2007if, infatti, potrebbe essere l'articolato risultato di una fusione che ha visto protagoniste due nane bianche e perciò l'ipotesi che la stella sia cresciuta depredando materiale da una stella compagna andrebbe esclusa.
Questa scoperta, prossimamente in edicola sulla insigne rivista The Astrophysical Journal, potrebbe perciò condurre a serie illazioni in astrofisica nonché sulla più specifica ed irrisoria evoluzione stellare e a scatenare una diatriba per il modo in cui i cosmologi hanno misurato la progressiva espansione dell'Universo.
Questa ramificazione di supernove, le Ia, sono tuttora i parametri precipui per soppesare la distanza delle galassie in cui sono ubicate. Ma ecco che l'arcano s'infittisce.
Dato che sono prodotte dalla deflagrazione di nane bianche dotate della medesima massa (intendiamo quella di Chandrasekhar, appunto), si riteneva che la luminosità di ciascuna restasse costante e invariata nel tempo. Usufruendo di loro come candele campione, i cosmologi hanno scoperto come l'espansione dell'Universo stia diventando più celere, rendono però necessario l'intervento dell'avversa e ostile energia oscura.

“Le supernove sono state utilizzate a supporto delle nostre teorie sul destino dell’Universo e sulla gravità. - prosegue Scalzo - Un cambiamento di queste proporzioni della nostra conoscenza sulle supernove potrebbe incidere in modo significativo sulle nostre teorie e previsioni”.
Ecceduto il limite di Chandrasekhar? Ecceduto il limite di Chandrasekhar? Reviewed by Pietro Capuozzo on 21.4.10 Rating: 5
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