Inizia la seconda vita di Spirit, il rover Marziano

Stando ai calcoli eseguiti dalla Nasa sei anni fa, avrebbe dovuto vivere poco più di un anno. Ed è ancora lassù, sul Pianeta Rosso. Ma adesso non è più un robot libero di muoversi: lo ha annunciato la Nasa a fine Gennaio. Il Rover Spirit si era insabbiato in una trappola letale e, dopo svariati tentativi di farlo uscire dal cratere per dirigersi verso nuovi orizzonti, è stata intrapresa la fatidica decisioni di abbandonare ogni possibilità. Fungera orà da Piattaforma Scientifica Stazionaria, proseguendo i nuovi esperimenti scientifici dal suo sito di lavoro.
Tutti confidiamo nel robot americano, ma, com'è noto, gli inverni marziani sono rinomati per la loro escursione termica. Il Pianeta Rosso è caratterizzato quindi da inverni particolarmente rigidi, che potrebbero essere l'ultima sfida per Spirit. Lavorerà finché riuscirà a vivere sul pianeta desertico. Le nostre parole sono confermate dall'affermazione di Doug McCuistion, direttore del programma Nasa per l'Esplorazione Marziana, che tranquillizza:“Spirit non è morto, ma è semplicemente entrato in un’altra fase della sua lunga vita”.

Nell'immagine, l'ultimo sentiero percorso dal rover Spirit sul Pianeta Rosso, dove si trova dall'atterraggio avvenuto 6 anni fa, assieme a Opportunity

Dieci mesi fa, mentre lo Spirit si stava muovendo verso sud nei pressi del bordo di una pianura chiamata Home Plate, le sue ruote sono incappate in una superficie fragile che si è rotta facendole sprofondare nella sabbia sottostante. E dopo che lo Spirit si è trovato così affossato, gli scienziati hanno tentato varie strategie di fuga per il veicolo a sei ruote, sfruttando le rimanenti cinque: queste strategie prevedevano l’utilizzazione di un gemello dello Spirit a Pasadena, nei Laboratori del JPL. Ma a novembre un’altra ruota ha smesso di funzionare, peggiorando ulteriormente la situazione.
Altri tentativi recenti hanno dato qualche lieve miglioramento, ma l’incipiente inverno, che inizierà a maggio (ndr terrestre!), richiederà presto un ulteriore cambio di strategia, visto che ora dalle parti del robottino è già metà autunno. L’energia solare sta calando sempre più e già da metà febbraio ci si aspetta che non sarà più sufficiente a ricaricare le batterie.
Gli scienziati del team pensano di sfruttare tutta l’energia residua per migliorare la posizione del robottino ed in particolare la sua angolazione rispetto al Sole: infatti ora lo Spirit è leggermente inclinato verso Sud, mentre il sole invernale culmina, seppur basso sull’orizzonte, verso settentrione. Inclinare di qualche grado il robottino verso Nord servirebbe ad aumentare l’energia incidente sui pannelli solari.
“Dobbiamo alzare la parte posteriore del rover, oppure la sua parte sinistra, e perché no entrambe le parti”, dice Ashley Stroupe, una pilota del rover al JPL. “Potrà essere utile innalzare le ruote al di fuori dai loro solchi, spostando all’indietro il rover e muovendolo leggermente in salita. Se sarà necessario, tenteremo di abbassare la parte anteriore destra del rover tentando di affossare ancor di più la ruota anteriore destra nel suo solco oppure in una buca da scavare”
Stante l’inclinazione attuale del robottino, questo non dovrebbe avere energia sufficiente a comunicare con la Terra nel corso di tutto l’inverno marziano, ma basterebbe un piccolo cambio di inclinazione per consentire le comunicazioni, seppur non tutti i giorni.
“Con l’arrivo dell’inverno, qualsiasi oggetto si raffredderà ed in particolare tutto l’apparato elettronico” dice John Callas, project manager per il rover ed il suo gemello Opportunity. “Ogni grammo di energia prodotto dalle celle solari dello Spirit servirà a scaldare le parti elettroniche più critiche, sia accendendole direttamente che viceversa accendendo i riscaldatori”.
Ma anche in questo stato di immobilità forzata, Spirit continuerà le sue ricerche scientifiche (vedi l’articolo precedente). “C’è infatti un certo tipo di scienza che possiamo studiare solo con un veicolo stazionario e che avevamo dovuto abbandonare per tutto il tempo in cui il rover si è mosso su Marte” dice Steve Squyres, un ricercatore dell’Università di Cornell, del team Spirit e Opportunity, “una mobilità degradata non significa che la missione debba per forza finire, ma viceversa ci permette di passare ad un altro tipo di scienza stazionaria”.
Infatti è già iniziato uno degli esperimenti stazionari sulle piccole ondulazioni del moto di rotazione di Marte che permetterà di conoscere meglio l’interno del pianeta: ma questo studio richiede mesi di tracciamento via radio di un punto fisso della superficie di Marte per calcolare variazioni a lungo termine del moto, con un’accuratezza di pochi centimetri.
Inizia la seconda vita di Spirit, il rover Marziano Inizia la seconda vita di Spirit, il rover Marziano Reviewed by Pietro Capuozzo on 1.2.10 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.