La Luna, oggetto di culto

Agli occhi degli uomini la Luna è sempre stata pregna di mistero e significato. Ha ispirato culti e miti, computo del tempo e delle superstizioni, opere d’arte e narrazioni fantascientifiche, nonché scoperte scientifiche. Nessun altro corpo celeste ha mai evocato una tale congerie di idee. La Luna è l’oggetto più grande e mutevole del cielo notturno, ma è anche legata alla regolarità del tempo e dei cicli naturali, perciò ci è sempre apparsa come l’amica intima del fato e della fragilità umana. Divinità lunari sono esistite in tutte le culture, fin dalla Preistoria.


Come oggetto di venerazione, amato piuttosto che temuto, la nostra Luna esercita su di noi una forza simile a quella delle maree. I primi reperti risalgono alle pitture del Paleolitico europeo, ma l’adorazione nei suoi confronti è viva ancora al giorno d’oggi. Tale durata non è tuttavia speciale, poiché la rileviamo anche per il Sole e per le stelle, che però simboleggiano la costanza. La Luna, invece, grazie alle sue fasi, alle eclissi e ai collegamenti con la crescita e la meteorologia, rappresenta il cambiamento. Probabilmente sono state queste intense credenze ad anticipare la curiosità scientifica, la quale ha condotto all’esplorazione lunare.



DIVINITà LUNARI



THOT. Nella religione degli antichi egizi, Thot era l’ibis, il dio della Luna, una delle divinità più sagge. Custodiva le leggi e la magia, teneva il conto del tempo e delle stagioni. Gli si attribuiva anche l'invenzione della scrittura. Inoltre si narra che Thot nascose sulla terra dei misteriosi papiri, chiamati Libri di Thot, sui quali sarebbero riportati i misteri degli astri, nonché le preveggenze riguardanti varie catastrofi che sarebbero potute avvenire sulla Terra.

SELENE. Selene era la dea greca della Luna, sorella di Eos, l'alba. Selene è la personificazione della luna piena, insieme ad Artemide (la luna crescente), alla quale è a volte assimilata, ed a Ecate (la luna nuova).

ARTEMIDE. Nella religione classica di Grecia e Roma, Artemide era una delle tre dee lunari, insieme a Selene e a Cinzia. Il celeberrimo tempio che compare nell'immagine a sinistra è dedicato alla stessa divinità e fu eretto verso il 150 d.C. a Jerash, nell'odierna Giordania, quando la città era all'apice di splendore e ricchezza.

DIVINITà PREISTORICHE. La scultura raffigurata ritrae è nota come Venere di Laussel ed è datata ai 25.000 - 20.000 anni a.C. Scoperta in Francia, ritrae una figura che regge con una mano un corno a forma di falce di Luna e con l'altra si tocca il ventre.

NANNAR. Ad Ur, una delle grandi città dell'impero babilonese fondata dalla civiltà di Ubaid, si venerava Nannar, dio della Luna. Nella stele a sinistra, datata al 2060 a.C., si può notare il re Ur-Namma che offre una libagione all'albero della vita per fare omaggio a Nannar, seduto a destra.

ALMAQAH. Nell'VIII secolo a.C., il tempio di Awwar, raffigurato nell'immagine, era la struttura religiosa più importante dell'Arabia meridionale. Era dedicato ad Almaqah, la divinità lunare, e aveva forma ovale con piloni rettangolari. Una grande via dedicata alle processioni lo collegava a Marib, la capitale.

AGLIBOL. Questa divinità, come le altre elencate in precedenza, era associata al culto della Luna. Godeva di un immenso seguito nella città di Palmira, nella Siria Centrale. Questo particolare di un bassorilievo scultoreo risale al I secolo a.C. ed è stato rinvenuto tra le rovine del famoso tempio di Baal Shamin.

MAWU-LISA. In origine dio della creazione, Mawu-Lisa fu in seguito associato, all'epoca del re Gele del Benin, ai culti del Sole e della Luna.


CHANDRA. Il mandala di Chandra, a destra, dipinto nepalese risalente al XIV-XV secolo, raffigura il dio della Luna (Chandra) al centro, circondato da nove divinità planetarie. Due arcieri femminili scagliano frecce luminose per vincere l'oscurità.


XOCHIPILLI. Xochipilli, dio azteco della Luna, compare nell'immagine a sinistra. Presiedeva anche ai fiori, alle feste, alla danza, alla musica e alla creatività artistica.






La Luna, oggetto di culto La Luna, oggetto di culto Reviewed by Pietro Capuozzo on 17.1.10 Rating: 5
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